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IL PATRON GAMBARDELLA SI CONFESSA:

"2008 COSI' COSI', ORA PERO' SI CAMBIA"

Mario Gambardella è il copresidente del Sorrento. Il 1 agosto ha rilevato il 50 % dal socio Antonino Castellano, ridando stabilità all’assetto dirigenziale dei rossoneri dopo il trasloco dell’ex patron Franco Giglio alla Juve Stabia. Le sue ambizioni le coltiva con passione, silenzio e tanto lavoro. A braccetto con Castellano, guida il Sorrento proprio come la sua azienda. E’ puntiglioso, preciso. Parla poco Gambardella, ma quando lo fa non si trincera dietro le frasi fatte e dice le cose come stanno. Senza remore. Tra l’addio al 2008 ed il benvenuto al 2009, il numero uno rossonero spazia a trecentosessanta gradi sulla sua avventura, mettendo il dito nelle troppe piaghe di una squadra tutt’altro che in linea coi programmi estivi, distribuendo fiducia a destra e a manca e, perché no, bacchettando uno e l’altro. Il piatto forte è il mercato. Sembra scontato che il Sorrento sarà molto attivo e Gambardella lo conferma.

Presidente, come giudica i suoi primi sei mesi al Sorrento?

“E’ un bilancio positivo, perché c’è una piazza importante, sana e che non ha troppe pretese. Insomma, si può lavorare come si deve. Io e Castellano viaggiamo assieme con grandi ambizioni. Per il Sorrento, è prezioso anche l’apporto degli altri dirigenti e dei tanti sponsor che ci sono vicini. Su tutti, spiccano la Msc e la Crems che dobbiamo ringraziare. Il nostro è un progetto pluriennale: con queste condizioni ci sono davvero i presupposti per perseguire obiettivi affascinanti. La terza serie è una categoria che dà lustro alla città. E’ quasi il massimo e quindi bisogna tenersela stretta. Sotto il profilo economico-gestionale, siamo vicini alla B. Programmando con equilibrio ed avendo un pizzico di fortuna, mi sento di affermare che il sogno di approdare in cadetteria è sì difficile, ma non irrealizzabile. Tutto questo, però, deve andare di pari in passo al discorso finanziario. Il bilancio bisogna tenerlo d’occhio. Sempre”.

Parliamo di campo: il Sorrento è a -2 dalla zona playout. Ve l’aspettavate?

“Assolutamente no. Si doveva fare qualcosa in più. In questa situazione, ha influito lo stravolgimento della rosa. A giugno, infatti, Castellano si è ritrovato a dover fare i conti con un fuggi fuggi generale che ha ridotto all’osso la squadra. Nel girone di ritorno, è d’obbligo cambiare passo. Non pensavamo che ci saremmo ritrovati ad un tiro di schioppo dalla lotta per la retrocessione. Il Sorrento ha tutte le qualità per rilanciarsi. Abbiamo ottime individualità ed un grande allenatore. Ora, con la riapertura del mercato, opereremo dove necessario. La società ha messo a fuoco i problemi e correggerà gli errori commessi nella costruzione dell’organico”.

Ci sarà un ridimensionamento?

“Non credo proprio, il discorso è molto diverso. Diciamo onestamente che dobbiamo confrontarci con la realtà: la classifica ci vede relegati vicino alle sabbie mobili. L’obiettivo è quello di dover fare tanti punti, per salvarci con anticipo. Da gennaio, non solo per il Sorrento, parte un altro campionato. Ottenendo per tempo la permanenza nella categoria, già in questa stagione potremmo pensare non solo a qualcosa in più, ma anche a lavorare per la squadra del prossimo anno. Tema, questo, già affrontato dalla società”.

Cosa farete sul mercato?

“Abbiamo una rosa troppo ampia, ci sono ventotto persone. Questo è successo per il corso delle cose. La squadra è stata fatta a strattoni. Quando era solo, Castellano ha giustamente puntato su qualche giovane. Poi, sono arrivati degli elementi esperti. In chiusura, invece, c’è stato il nostro ingresso, con l’acquisizione di altri giocatori. Adesso si sfoltirà, partendo dai ragazzi presi dai vivai di A e B per passare a qualcuno più grande che sente la necessità di giocare con continuità. Fatto questo, ci muoveremo in entrata con attenzione. Arriverà gente motivata, utile e di valore. Su questo ci metto la mano sul fuoco”.

Bomber Ripa è tentato dalle sirene della serie B. Lo venderete?

“Tutti sono importanti, ma non esistono incedibili. La dirigenza valuta Ripa almeno mezzo milione di euro. Da questa cifra in poi, siamo a disposizione. Per noi è un grosso attaccante, ed è normale che in campagna acquisti tiri di più un centravanti che un portiere. Noi, comunque, siamo aperti a qualsiasi soluzione: possiamo pure restare così, con Ripa attorniato dai bravi Biancone, Giampaolo e Myrtaj. Il Sorrento non ha la necessità o il desiderio di privarsi dei pezzi migliori. Chiunque sia interessato ad un nostro tesserato, però, può venircene a parlare liberamente. Ripa ha un suo costo, come gli altri. Proposte come quelle di un prestito gratuito (Gambardella si riferisce a Treviso ed Ascoli, ndr) sono cose davvero fuori luogo. Noi non svendiamo il patrimonio tecnico. E nessuno osi pensare che stiamo smantellando. O roba del genere”.

Anche lo stopper Lo Monaco potrebbe partire: ci pensa la Juve Stabia.

“Lo ripeto: il Sorrento predilige la concretezza. Come quello di Ripa, il discorso è semplice. Chi è interessato venga da noi. Al momento, non ci sono richieste ufficiali. Qualora si verificassero, il Sorrento non avrebbe preclusioni ad intavolare una trattativa, a patto che si rispetti il prezzo fissato per il cartellino”.

Due settimane fa, avete dimissionato il direttore sportivo Danilo Pagni che ha lasciato con vena polemica. A sua detta, la causa delle incomprensioni con la proprietà sono da ricercare nel rapporto di stima tra lei e il tecnico Gianni Simonelli.

“Gli do un consiglio: è molto giovane, deve fare tanta esperienza. Nel calcio, gli allenatori subiscono spesso esoneri immeritati e frettolosi. Io e Castellano eravamo insoddisfatti, soprattutto vedendo il rendimento della squadra. Nel girone, ci sono società che hanno speso molto meno rispetto a noi e si trovano con tanti punti di vantaggio. Pagni deve solo accettare con serenità la nostra decisione. Il suo sostituto l’abbiamo individuato, ma arriverà solo a fine primavera. Questo mercato lo facciamo noi, quello estivo lo svolgerà questa persona”.

I nomi filtrati per la sostituzione di Pagni sono quelli di Giuseppe Di Bari e Bruno Iovino.

“Io, Castellano, il direttore generale Diodato Scala e l’amministratore delegato Francesco D’Angelo siamo i gestori di questa campagna di rafforzamento. Punto”.

Simonelli è stato contestato dai tifosi, ma lo avete blindato.

“E’ il meno colpevole di tutti. E’ il miglior allenatore che ci sia in giro. E’ insostituibile. Le vicende estive, con il cambio di società e l’allestimento in corsa della rosa, lo hanno ostacolato. Più di questo, che può fare? Rispetto a quando eravamo assieme alla Nocerina, è migliorato. Non si tocca”.

Ai tifosi, che si sente di dire?

“Stiano sereni e tranquilli come me e Castellano. Abbiano fiducia nella dirigenza che è solida, compatta e decisa. Più presto ci salveremo, più presto partiranno le manovre per il Sorrento del prossimo anno”.

Cosa si augura, calcisticamente parlando, per il 2009?

“Di salvarci il prima possibile, magari scalando posizioni per lottare per l’obiettivo prefissato ad agosto. Spero che accada presto, perché così ci sarebbe soprattutto la possibilità di programmare con netto anticipo la stagione che verrà”.

SALVATORE DARE

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31 dicembre ‘08

 
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