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intervista Massimo Rastelli

Massimo Rastelli:"Non lascio il calcio." Morgia?"Sta facendo bene".

a cura di Salvatore Dare.

Quasi quarant’anni e non sentirli affatto. Massimo Rastelli, in una pacata domenica senza partita, senza dribbling e senza adrenalina, si lascia andare quando gli si chiede una quasi spassionata analisi delle vicende di Via Califano e dintorni. E tra il serio ed il faceto, confessa che di appendere le scarpe al chiodo non se ne parla nemmeno. Negli ultimi anni del 1800, il famoso scrittore statunitense Walt Whitman compose un’ode che, circa un secolo dopo (era il 1989, ndr), diede l’idea al regista Peter Weir di girare un gran bel film con Robin Williams: “L’attimo fuggente”. I versi iniziali del canto nato dalla mente di Whitman recitava uno slogan comparabile a quello che, spesso, si alza dalle gradinate del campo “Italia”: “O Captain! My Captain!”.

“Non esageriamo per cortesia” ribatte un Rastelli che evita di commentare la magnificenza di cui lo investe la gente di Via Califano.

Massimo, mica stiamo assistendo ai tuoi ultimi servigi regali?

“Sinceramente in passato mi sono informato per quel che concerne il corso di allenatori a Coverciano, pensando all’addio dell’attività agonistica. Ma ho tutte le intenzioni di proseguire a giocare almeno per un altro anno. Vorrei finire, da capitano, con la maglia del Sorrento. Fisicamente sto molto bene e con la testa ancora meglio. La conquista della salvezza sarebbe un’ulteriore motivazione. L’anno prossimo, con una stagione d’esperienza in più sulle spalle, potremo migliorare i buoni risultati ottenuti finora”

Passiamo al presente, dopo la sosta arriva al Campo Italia il Taranto di Zito e Dionigi?

“Devo essere sincero. E’una sosta che probabilmente capita a puntino. Il mister, nel periodo che si è appena chiuso, ci ha messo sotto pressione e, tra Coppa Italia e campionato, gli impegni non sono assolutamente mancati. C’era la necessità di fermarsi visto che abbiamo giocato cinque partite in diciassette giorni”

Che stagione è fino a questo momento?

“E’indubbio che le aspettative comuni fossero, soprattutto in estate, di ben altro tenore rispetto all’attualità che ci prescrive di dover lottare, a denti stretti, per la salvezza. Comunque ritengo che, per il campionato che stiamo sostenendo, tutti debbano essere ampiamente soddisfatti. Siamo una neopromossa, non lo dimentichiamo. La lotta per non retrocedere, comunque, è apertissima: sono del parere che, con la penalizzazione del Lanciano, dagli abruzzesi in giù siamo tutte in lizza”

Come vedi il calendario?

“I prossimi impegni casalinghi sono molto importanti, ma non fondamentali. Dovremo far bene, anche se il campionato è ancora lungo. Comunque sono molto fiducioso. Con mister Morgia la squadra subisce poche reti, sia in casa che in trasferta. Mi sento di poter dire che il Sorrento ha trovato il suo giusto equilibrio”

Da attaccante, che ne pensi del fatto che il Sorrento dispone, in numeri, del terzo peggior attacco del girone?

“E’una questione da non sottovalutare, anche se non ci si deve strappare i capelli. Non è un mistero che ci sia qualche problema in fase offensiva. Dobbiamo migliorare questa tematica, lavorandoci su con scrupolosità”

Il tuo impiego, senza Ripa, nelle vesti di punta unica ha destato qualche perplessità. Quale è la tua idea in merito?

“Con Morgia ho giocato in quel ruolo solo due volte (a San Giovanni ed Ancona, ndr), mentre in passato è successo con regolarità. Sono tranquillo e non c’è motivo per criticare: commentare dopo è una moda troppo semplice. In alcune situazioni caratterizzate anche da squalifiche ed infortuni, giocare più abbottonati per prendersi un pareggio è la scelta più azzeccata. A San Giovanni Valdarno, senza sei elementi, è andata bene mentre ad Ancona abbiamo perso contro una delle migliori formazioni della categoria”

Morgia ha concretizzato un’inversione tattica. Era necessaria?

“”Morgia è un tecnico esperto che sa il fatto suo. Appoggio in pieno il lavoro e le idee del mister anche perché sono scelte che trovano ampio fondamento. Nelle prime tre trasferte con Morgia (Lucca, Massa e Potenza, ndr), infatti, si è tentato di fare delle partite d’attacco come in casa ma, in compenso, sono arrivate tre belle batoste in cui non abbiamo mai tirato per la porta. Dopo, nell’anno nuovo, è cambiato qualcosa ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti "

 
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