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NICODEMO RACCONTA LA RISSA DI CAVA
“Sono deluso, amareggiato, sconcertato. Non mi è mai capitata una cosa del genere. Eppure, di campi caldi ne ho girati. E’ tutto assurdo”. Un forte trauma contusivo agli occhi, una cornea lesionata ed una prognosi di cinque giorni. Ventiquattro ore dopo la vergogna del Simonetta Lamberti, Attilio Nicodemo racconta nei dettagli il parapiglia finale. Sta valutando l’ipotesi di procedere penalmente contro il teppista che l’ha colpito. Qualora decidesse di farlo, dovrà chiedere l’autorizzazione alla Figc per non violare la clausola compromissoria (“Parlerò con gli avvocati e la dirigenza” dice a margine). Si vedrà.
Al triplice fischio del derby vinto dal Sorrento (1-0), giocatori e dirigenti della Cavese danno vita ad una caccia all’uomo senza senso. Minadeo viene colpito, il dg Scala lamenta spintoni, pugni e calci. Va peggio proprio a Nicodemo, che prende un paio di cazzotti. Per l’increscioso episodio di violenza, è pure trasportato all’ospedale. Insomma, una domenica da dimenticar e. “Finito il derby – rivela il capitano del Sorrento – ci siamo raccolti in un abbraccio collettivo perché avevamo conquistato una vittoria fondamentale e meritata. Qualche attimo dopo, invece, è successo il finimondo. Il portiere della Cavese, Marruocco, ha percorso tutto il campo per raggiungere Myrtaj, colpendolo in pieno volto. Me ne sono accorto, sono intervenuto e ho tentato di dividerli. Marruocco, però, se l’è presa anche col sottoscritto, colpendomi in faccia. Un dettaglio: Marruocco aveva una borraccia in mano”. Nicodemo, però, non è andato al tappeto per il pugno del portiere della Cavese. La botta che l’ha costretto a raggiungere l’ospedale, in effetti, è arrivata pochi istanti dopo. “Stavamo tentando di sedare gli animi – continua Nicodemo –. Io e qualche compagno di squadra, poi, ci siamo incamminati verso il tunnel. Eravamo sul punto di rientrare negli spogliatoi. C’era tantissima gente sul terreno di gioco. All’improvviso, poi, un signore si è avvicinato e mi ha colpito con forza, a freddo. Sono rimasto a terra dolorante. Certe persone mi hanno pure accusato di fare scena. Invece, non riuscivo ad aprire l’occhio”. Un gesto vile, da censurare e soprattutto da punire. Ieri, il vice-questore di Cava de’ Tirreni, Pietro Caserta, ha peraltro annunciato che le indagini stanno procedendo per identificare al più presto il teppista. “Non ci sono motivi per giustificare una violenza del genere – spiega Nicodemo –. Nel calcio, certe cose non dovrebbero mai accadere. E’ uno sport. Bisogna sempre accettare con fair-play il responso del campo. Qualche domenica fa, il Sorrento ha perso in casa col Foligno. E scene come quelle del Lamberti, non se ne sono viste. Ci siamo complimentati con gli avversari, che sono usciti dal campo tra gli applausi del pubblico. Sorrento ed il Sorrento dovrebbero essere presi ad esempio, da tutti”.
SALVATORE DARE
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24 marzo ‘09 |