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L'EX DS PAGNI: "GIA' VOLEVO ANDAR VIA"
“Negli ultimi tempi – rivela Pagni -, il mio rapporto con l’allenatore non era così buono. Il feeling è venuto meno. La mia parte di responsabilità, per il momento negativo della squadra, la prendo senza nascondermi. Mi è andata male. La squadra, però, in campo non è stata mai valorizzata. Ogni tecnico sognerebbe di guidare un gruppo così, formato da persone vere e da grandi giocatori. Sono convinto che il Sorrento possa davvero fare bene. Lo spero con tutto il cuore”. Pagni troverà a stretto giro una nuova dimora, questo è poco ma sicuro. E’ probabile, infatti, che si accasi al Taranto che domenica scontrerà i rossoneri. Il numero uno jonico, Gigi Blasi, in estate lo corteggiava: da poco ha preso Paolo Stringara come allenatore, dando il benservito a Franco Selvaggi, vicepresidente “dimissionato”. Insomma, una poltrona vacante c’è. “Le uniche cose a cui penso adesso – ribatte -, sono due: godermi il Natale coi miei cari e, nel caso in cui qualcuno pensasse a me come responsabile del mercato, parlare col mio futuro tecnico, conoscendolo davvero a fondo e guardandolo negli occhi”. E’ rapido il saluto alla piazza di Sorrento: “E’ una terra fantastica – dice -, arricchita da persone meravigliose. I presidenti Castellano e Gambardella sono grandi uomini e spero che raggiungano i traguardi che meritano. Io, alla fine, guarderò sempre con affetto alla maglia rossonera”. SALVATORE DARE
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17 dicembre ‘08 |
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L’uomo del giorno, Danilo Pagni, è amareggiato. Poche ore dopo l’addio dalla scrivania rossonera, le sue prime parole di congedo riguardano la propria figura, a sua detta un po’ oscurata dal legame tra l’allenatore Gianni Simonelli ed il patron Mario Gambardella, assieme alla Nocerina dei miracoli che sfiorò la serie B a fine anni ’90: “Professionalmente, non sono stato favorito dal fatto che non conoscessi già una parte della proprietà – esordisce l’ex ds rossonero -. Lascio Sorrento perché c’era una divergenza di vedute con la società. Ho pensato di andar via già ad agosto, quando il mio contratto è passato da triennale ad annuale. Per rispettare tutti, poi, un mese fa non ho accettato un’offerta di una società dello stesso girone del Sorrento”. Forse, Perugia, forse una città più vicina. Chissà. Il suo lavoro in costiera è stato comunque difficile. Giunto a giugno quando lo cercava mezza Italia, crede nel solo presidente Castellano e prende Simonelli come tecnico. Poi arrivano tanti giovani. A stretto giro, i primi senatori. Il ciclo di mercato si conclude con la terza ed ultima fase: quella successiva all’ingresso della famiglia Gambardella. Non è infervorato, ma le cose non le manda a dire:




