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STEFANO MAIORANO: "CON IL SORRENTO STO VIVENDO EMOZIONI UNICHE. ORA SALVIAMOCI POI NE RIPARLIAMO"
a cura di Salvatore Dare
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Era il 1984. Al cinema andava di moda una pellicola che riscosse un buon successo: “Il ragazzo di campagna”. Da contadino, il protagonista Pozzetto si trasferisce in città per “rimuovere” le sue umili origini ma, dopo alcune vicissitudini negative, ritornerà all’ovile. Allora, Stefano Maiorano, biondo centrocampista del Sorrento, non era ancora nato. 22 anni li compierà ad agosto col chiaro intento di spiccare il volo senza alcun proposito di mettere in scena il mesto ripiego del “bracciante” Pozzetto concretizzatosi alla fine del film. |
Il contratto, poi, è in scadenza nel 2010. “E’ovvio che abbia una gran voglia di calcare palcoscenici di un certo livello – dice Maiorano -. Sono molto giovane e, nella vita, bisogna sempre porsi degli obiettivi. Comunque voglio salvarmi al più presto, poi a tempo debito vedremo con la società il da farsi. Sia chiaro che, tuttavia, restare qui ancora per un anno non è un problema. Anzi”. Originario di Campagna, piccolo centro salernitano che diede i natali anche a Mark Iuliano, il mediano costiero è ormai divenuto un perno inamovibile dello scacchiere di Morgia.
Con lui titolare, in questa stagione il Sorrento ha perso solo due volte, a Gallipoli e Massa. Al “Bianco”, alla terza di campionato, segnò il primo gol in C1, per il momentaneo 1-2. In pianta stabile dal primo minuto, con Morgia, ci è arrivato un po’ per caso. Dopo molti infortuni, Maiorano nel 2008 ha trovato continuità anche grazie all’emergenza che costrinse il Sorrento a sfidare la Sangiovannese senza sei elementi. Da quel pari del Fedini (finì 0-0, ndr), togliendo l’1-0 subito nelle Marche dove “Majo” era assente per la febbre, i costieri hanno marciato ad un ritmo promozione, con 12 punti in 6 gare. Gare in cui Maiorano è stato presente con la numero otto sulle spalle. “E’un caso – ribatte -. Non ho tutti questi meriti. Il Sorrento è andato bene anche senza di me. Sia con Provenza che con Morgia sono stato fermo per alcuni malanni fisici. Trovata la condizione, ho lavorato duro ottenendo spazio perché, come si dice in giro, il lavoro paga sempre e comunque”. La stagione scorsa scalzò uno come Ruotolo dalle gerarchie di Cioffi. “A vent’anni ne ho visti pochi in giro con queste capacità. Assomiglia a Perrotta e se non arriverà in A sarà solo per stranezze che esistono nel calcio” disse l’allenatore che guidò i rossoneri al doppio salto in C1. Morgia, dal suo canto, ha una stima di Maiorano ben più elevata anche se, per carattere, non si è mai voluto pronunciare sui singoli tranne casi eccezionali. “Devo migliorare ancora tanto – spiega il mediano –. So che ho tante lacune ma con umiltà sto cercando di colmarle. Anche fisicamente devo potenziarmi. C’è il rischio di montarmi la testa? No, assolutamente no. Ve lo assicuro”. Con grandi prestazioni, Maiorano sta facendo vedere di che pasta è fatto. Un potenziale che, anni fa, fu intravisto dall’occhio lungimirante del Sorrento che lo accolse a braccia aperte dopo un periodo travagliato. Eh si, perché Maiorano non ha avuto vita facile per giungere al “calcio dei grandi”. Come tutti i grandi campioni. I primi calci li muove nella Scuola Calcio di papà Antonio (oggi tecnico del Campagna capolista in Promozione dove il ds è lo zio Renato ed il trequartista è il cugino Alessio, ndr), poi Assocalcio Campania e Spes Battipaglia prima della Salernitana, dove milita negli Allievi e, l’anno dopo, nella Primavera guidata da Novelli, ex tecnico granata, del Melfi e del Manfredonia. Per Stefano, panchina e tribuna. Poi la folgorazione. Capece, allora preparatore dei portieri del Sorrento con buoni uffici col padre di Maiorano, lo recluta. Lì ha inizio l’escalation che lo porterà al centrocampo titolare dei rossoneri targati C1. “Non finirò mai di ringraziare questa società ed il mio papà – sottolinea Maiorano -. Al Sorrento sto vivendo emozioni uniche e grandi stagioni che mi stanno forgiando anche sul piano umano”.
SUL MARTINA “Non dovremo prendere sottogamba l’impegno col Martina – redarguisce Maiorano - perché sennò significherebbe non aver capito nulla. Facciamo questi tre punti, acciuffando la quota di 42, e poi potremo pensare ad altro”. Il 21enne parla già da leader e conviene sul buon momento dei pugliesi: “Ho sentito alcuni amici della Salernitana – incalza – e mi hanno riferito di un Martina che, per tre quarti di gara, li ha fatti ammattire. Solo dopo il rosso al portiere, i granata hanno risolto la partita. Dovremo stare sull’attenti”. La chicca, “Il ragazzo di Campagna” la concede chiosando: “Domenica dobbiamo assolutamente vincere anche perché io, personalmente, non ho smesso di guardare anche in alto. Siamo a pochi punti dai playoff e ci saranno alcuni scontri diretti. Col Martina sarà importante anche in questa doppia chiave. In fondo, sognare non costa nulla…”. E di sogni nel cassetto, il buon Maiorano, ne ha a gogò. |