Domenica c’è il Martina. All’andata ci fu il suo esordio sulla panchina del Sorrento. Non solo in numeri, cosa è cambiato da allora? “Si deve esaltare il lavoro dei giocatori svolto in questi quattro mesi. Un lavoro che è stato molto intenso, visto che spesso ci sono state due doppie sedute settimanali. Comunque, ho elaborato una classifica corrispondente al periodo della mia gestione. Sono 17 gare, in pratica un girone, in cui abbiamo conquistato 25 punti. In questa graduatoria parziale, saremmo ad una lunghezza dai playoff e a cinque dalla testa. Non sto celebrando la mia attività, sia chiaro. Gli artefici di questo cammino sono stati i ragazzi che guido. Questi numeri, inoltre, danno ragione alla società che, in estate, disse che questo gruppo poteva aspirare ad una classifica importante. Qualcuno, tempo fa, parlava di prese in giro ma i dirigenti conoscevano il potenziale della squadra ed i risultati, di questa tranche a cavallo del periodo più complicato della stagione (Morgia si riferisce al mercato di gennaio, ndr), stanno dalla loro parte. Dinanzi a noi, in questo contesto, ci sono Lucchese, Sambenedettese e Taranto che hanno operato molto, facendo tanti acquisti. Noi, invece, non abbiamo fatto niente di esorbitante. Abbiamo preso D’Isanto e due giovani come Taormina e Casals, dando via calciatori come Piccioni, Ruotolo e Migliozzi. Il lavoro, alla fine, paga sempre. Abbiamo dimostrato che il Sorrento poteva e può dire ancora la sua. Ciò non significa abbassare la guardia, ma dobbiamo affrontare le gare restanti guardando non la classifica complessiva ma quella parziale che si riferisce al ciclo iniziato dal mio arrivo. Questi dati sono molto attendibili. Quando sono arrivato io, la media punti era di 1.16, che darebbe 38-39 punti finali. Un bottino da zona playout. Lungi da me, comunque, voler pungolare chi c’era prima di me. Faccio questi discorsi per gratificare i giocatori e la società” C’è qualche rammarico, alla luce anche di queste cifre, per qualche occasione sciupata che ora sarebbe servita per tuffarsi nelle zone alte? “No, assolutamente no” Quale è la “mission” da compiere in queste ultime tornate? “Con i ragazzi sono stato molto schietto: ho detto loro che, le prossime gare, ce le dobbiamo giocare a viso aperto senza porci alcuna soglia come abbiamo fatto finora. Bisogna tentare di fare tutto il possibile per dar seguito a questa striscia positiva, cercando di ottenere il massimo” Il prossimo impegno col Martina fanalino di coda potrebbe consegnare una salvezza “virtuale” che, comunque, resta il traguardo più vicino. Con quale testa affronterete l’impegno? “Noi dobbiamo andare lì con la mentalità di migliorare il bottino di 25 punti in 17 gare, senza darsi degli obiettivi. Vincendo saremmo salvi e giocheremmo le restanti quattro partite al massimo. Non si sa mai cosa potrebbe succedere. Non parlo di playoff, però finire sesti o settimi sarebbe una soddisfazione per tutti” Che insidie teme del match col Martina? “Loro danno molta importanza a questa partita. Troveremo una squadra che farà la battaglia perché, giustamente, non si è arresa seppur, per loro, salvarsi sia quasi un’impresa. Dovremo avere una concentrazione maggiore di quella delle ultime giornate. Vogliamo vincere. Ovvio” Lo Stabia è stato punito dalle “imboscate” in mediana coi contropiedi in campo aperto. Tatticamente, al Tursi, il Sorrento riproporrà la stessa idea? “Una squadra completa, se non riesce ad imporre il proprio gioco, deve essere capace di far male ripartendo. Noi siamo preparati, con l’intento di andare a Martina per fare la partita ma se non dovessimo riuscirci dovremo avere la forza di pungere correndo in contropiede” Il Martina, a gennaio, soffiò al Sorrento Caccavallo. Evangelisti, ds pugliese, acquistò molti elementi. Per amalgamare la rosa, per due giornate, fece schierare la squadra Berretti che rimediò zero punti. Lei accusò il Martina di aver falsato il campionato. E’ancora dello stesso parere? “Certo. Non cambio idea facilmente” Ripa è squalificato. Fiducia a Fragiello? “Mi spiace per Checco (Ripa, ndr), perché sta in un’ottima condizione fisica e tecnica. Comunque lui e Fragiello sono dissimili, poiché ambedue ci danno vantaggi e svantaggi diversi. Cercheremo di sfruttare le sue qualità” |
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