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mercoledì 23 maggio 2012
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PAGNI STRIGLIA LA SQUADRA:

"SI DEVE STERZARE"

Non è né il tempo delle scelte né quello degli ultimi appelli, ma le cose, rapidamente, dovranno cambiare. Il direttore sportivo del Sorrento, Danilo Pagni, si fa sentire senza troppi giri di parole, strigliando la truppa dopo la debacle sul neutro di Pagani contro l’Arezzo. Non gli è piaciuto quasi niente, per non parlare dell’atteggiamento dopo lo svantaggio. A quota zero e con dinanzi una trasferta complicata come quella di Perugia, il Sorrento ha il dovere di svoltare. Soprattutto nella testa.

Due partite e due sconfitte: una partenza a dir poco negativa. Pagni, che succede?

“Siamo molto indietro nel processo complessivo di maturazione: questo è comprensibile, visto che l’organico è del tutto riformato rispetto alla passata gestione. Si deve migliorare e, per farlo, è necessario che ognuno faccia del proprio meglio, dando tutto. Adesso, conta accelerare la fase di assemblamento perchè questo Sorrento è un mosaico: le tante tessere, importanti, che abbiamo a nostra disposizione, dovranno andare al loro posto. E pure in fretta. Dobbiamo diventare una squadra vera, che abbia dentro un alto senso di appartenenza alla causa. E’ verissimo che stiamo pagando, fisiologicamente, l’innesto di tanti volti nuovi. Ma si deve sterzare. Sia chiaro che, proprio ora, non servono i chiacchiericci da bar ed i giudizi affrettati: lavoro, sudore ed umiltà sono le basi di questo ambizioso corso tecnico-societario che, di certo, non viene minimamente scalfito da due partite perse ad inizio stagione. La dirigenza è tranquilla e crede ciecamente nel gruppo: giù le mani dalla squadra”.

Lo zero in classifica pare comunque legittimo: sia a Lanciano che con l’Arezzo, il Sorrento non è che abbia luccicato tanto.

“Non sono d’accordo. E’ vero che le prestazioni non sono state formidabili, ma avere due punti sarebbe stato più veritiero. Mi sembra eccessivo vedere il Sorrento laggiù, fermo al palo. A Lanciano siamo usciti dal campo sconfitti da un episodio, mentre domenica abbiamo perso contro una signora squadra, che va per la B diretta e che, durante l’arco della gara, è stata decisa, cattiva e nervosa proprio come richiede la terza serie. Lo ripeto, dobbiamo divenire ben presto un assieme, un unico elemento: abbiamo tutte le potenzialità per farlo”.

Il tecnico Simonelli, commentando la gara persa proprio coi toscani, ha parlato di una mancata reazione dopo lo 0-1. Lei è d’accordo?

“Condivido la sua analisi. Ha ragione a discutere in questi termini. Ha definito il tutto come una ‘sorta di rassegnazione’: anche io ho avuto la stessa impressione. E non va bene”.

Al varco, domenica, ci sarà la trasferta di Perugia: insomma, dopo l’Arezzo, affronterete un’altra corazzata. Un appuntamento, questo, che giunge nel momento meno opportuno.

“Ogni partita è diversa dalle altre. Al Curi voglio vedere un Sorrento battagliero, con spirito combattivo e tanta tenacia. Affronteremo una squadra megagalattica e che tra le mura amiche è fortissima. Sarà complicato fare risultato, ma abbiamo il dovere di provarci”.

Dove deve cambiare questo Sorrento?

“Nell’anima, deve cambiare nell’anima. Alla vigilia della stagione, quando fui presentato alla stampa ed ai tifosi, dissi chiaro e tondo che avremmo sofferto, principalmente agli inizi: è stato così. Purtroppo, ora, sto avendo ragione. Io sono abituato sia a vincere che a vivere delle situazioni meno facili, ed è per questo che credo che sia essenziale una maggior coesione fra tutte le parti in causa. Dalla squadra, pretendo ferocia, carica agonistica ed una sana rabbia nel voler competere con qualunque avversario. Io, su questo argomento, sono più che fiducioso. Anzi… Ho in me la convinzione che questo auspicio sia già attuale. Non bisogna gettare la croce addosso a nessuno e non accetto che si punti il dito contro i singoli: tutti, e dico tutti, dobbiamo migliorarci, pensando positivo”.

I tanti infortuni, quanto hanno influito nel cammino svolto finora?

“Hanno avuto la loro parte così come il fuggi fuggi generale di inizio estate, l’indisponibilità del Campo Italia, le porte chiuse e la necessità di aggregare al gruppo altri acquisti a ridosso della partenza del campionato. Per fortuna, questo periodo è destinato a chiudersi”.

SALVATORE DARE

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9 settembre ‘08

 
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