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L'IMPERATIVO DI SIMONELLI:
"RITROVARE LO SPIRITO GIUSTO"
“Siamo arrabbiati”. Gianni Simonelli lo sibila con flemma, rispettando la prassi. Il messaggio, però, è forte. L’involuzione del suo Sorrento nell’ultimo mese, col ritorno in piena zona playout, è un tema scottante. Forse, per certi versi irritante, perché solo qualche settimana fa pareva che tutto stesse filando liscio verso una salvezza tranquilla. Oggi, alla vigilia del ritorno della semifinale di Coppa Italia con il Foggia, l’allenatore del Sorrento si lascia andare, focalizzando l’attenzione non sui moduli, non sui gol presi, non sulle formazioni. Simonelli ha sempre dato la priorità al profilo mentale della sua truppa. Un particolare che, ultimamente, l’ha soddisfatto poco. “Ora come ora – dice -, la preoccupazione prevale sulla fiducia. Una fiducia che, sia chiaro, resta intatta. E’ da un mese che non giriamo a dovere. Già a Terni arrivò qualche segnale negativo. E’ un momento di difficoltà e disagio. Anche se i fatti possano far pensare l’esatto contrario, io e i ragazzi siamo comunque convinti di poter mettere a posto le cose. Come? Lavorando sodo, giorno dopo giorno”.
Riavvolgendo il nastro al derby perso a Benevento, la considerazione spunta immediata: il Sorrento è caduto sotto i colpi di una squadra che va per la maggiore senza però dar vita ad una reazione rabbiosa. “Bisogna ritrovare cattiveria, entusiasmo, cioè lo spirito giusto – fa notare Simonelli –. La realtà delle cose è semplice: finito il mese di gennaio, abbiamo perso le partite mostrando certe pecche. Io noto soprattutto questo. A gennaio andavamo a mille perché c’era lo spirito giusto. Dopo, invece, non è stato così. M’interessano maggiormente questi discorsi. Quelli sul 3-5-2, sul 4-3-3 o sul 4-4-2, almeno per me, non hanno la priorità assoluta”. La carica del “professore” verso la trasferta tricolore di Foggia è esplicita. E quando viene interpellato sulla sua riconferma “incondizionata” alla guida del Sorrento, risponde così: “A caldo, a Benevento, dissi di sentirmi in discussione. Quando le cose non vanno bene, è giusto che il primo responsabile sia l’allenatore. Non avevo una sensazione precisa su quel che poteva accadere. Detto questo, fa piacere che la società abbia rinnovato la fiducia nei miei confronti ma, personalmente, il sentimento che provo di più è la profonda amarezza dettata dalla mancanza di risultati”. Guai a chiedergli se cambierà qualcosa nell’assetto del Sorrento: “Tengo in caldo tutte le eventuali soluzioni – ribatte Simonelli –. Vedremo se sarà il caso di operare in maniera diversa dal solito...”. La crisi ha fatto vacillare delle certezze? “Non penso, anche se nella vita può accadere, soprattutto quando si perde – smussa il tecnico –. L’unica strada per proseguire a sostenerle con convinzione è quella di lavorare per ottenere dei risultati migliori”. A Foggia tutti s’attendono risposte positive, immediate. Il Sorrento proverà l’impresa, partendo dal 2-2 dell’andata. Per guadagnare il passaggio alla finale della Coppa Italia, bisognerà vincere o pareggiare con almeno tre gol segnati: “E’ una partita secca perché si comincia dallo 0-0 e noi, fuori casa, ce la giochiamo a viso aperto. Non ci saranno pensieri fuorvianti: si deve solo vincere. E’ una partita importante – conclude –, dove ci vorrà uno spirito diverso, lo spirito di una squadra che intende lottare dal primo all’ultimo secondo”.
SALVATORE DARE
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7 marzo ‘09 |