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LA RIVINCITA DI SIMONELLI:
"UN TRIONFO EMOZIONANTE"
SORRENTO La fortuna gli ha sempre voltato le spalle nei momenti importanti della propria carriera. Per ben sei volte è arrivato in pompa magna ad una finale, uscendone poi con le ossa rotte ed il morale a pezzi perché sconfitto. Ieri pomeriggio, invece, qualcosa è cambiato nella storia che da anni lo lega indissolubilmente al mondo del pallone. Finalmente ha vinto, finalmente è arrivato davanti a tutti, finalmente si è lasciato andare ad una gioia irrefrenabile, finalmente è primo. L’aria da “professore” laureato in Filosofia, non si nota a fine gara. Per la verità, volendo essere onesti, non si è notata neppure durante e neppure dopo, quando gli è scappata qualche lacrima di gioia. Sarà stata l’irritazione per quella pettorina arancione che l’arbitro gli ha imposto di indossare prima del fischio d’inizio (“Mi sentivo davvero ridicolo, spero che non pubblichiate le mie foto” scherza coi cronisti)? Chissà, fatto sta che Gianni Simonelli è un altro, è diverso. Ha sbracciato tanto, forse come non gli era mai capitato da quando è al Sorrento. A pochi passi dalla sala stampa, e da vincente, l’allenatore rossonero è provato, ma ha il volto che fa trapelare felicità. Vero, prof?
“Lo confesso – sottolinea a chiare lettere Simonelli –. Ho sofferto tantissimo, perché ci tenevo davvero molto a questa finale di Coppa Italia. Nei giorni scorsi, sinceramente, pensavo di non emozionarmi ed invece…”. Ed invece, abbracciato al triplice fischio dal presidente An tonino Castellano, pare che si sia lasciato andare in un pianto liberatorio. “Il sottoscritto ed il mio collaboratore Sossio Perfetto – riprende l’allenatore del Sorrento – abbiamo vissuto insieme, sulla pelle, sei terribili finali perse. Una sensazione davvero di profondo sconforto, che non auguro a nessuno. Quella di oggi (ieri per chi legge, ndr), quindi, mi sento di poterla etichettare come una gioia ampiamente meritata nel corso degli anni. E’ una soddisfazione davvero super. Probabilmente, se in una di quelle finali playoff fosse arrivato un successo, oggi la mia carriera sarebbe diversa. Comunque, non è il tempo per pensarci. Sono onorato di stare qui e di essere entrato di diritto nella storia del Sorrento”. Più che un’intervista, sembra quasi una sorta di sfogo. Portarsi addosso l’etichetta di “secondo di successo”, a volte, è stato fin troppo pesante. Il successo con la Cremonese, però, cancella quelle amarezze, forse per sempre: “L’importante – osserva Simonelli - credo che sia arrivare ad una finale. Qualcuno direbbe: bisogna vincerla. Certo, giusto, ma il calcio è fatto di situazioni e puoi anche perdere una partita per un episodio tutt’altro che preventivabile. Oggi (ieri per chi legge, ndr), però, la mia squadra è stata perfetta ed ha avuto cuore. Sono contentissimo”. E via con la disamina della prova del Sorrento: “Si è vista una squadra con passione – spiega l’allenatore rossonero -. Ecco, questo è l’aggettivo che riservo ai miei splendidi ragazzi: appassionati. E’ il mio Sorrento, che ha vissuto anche momenti terribili durante lo scorso inverno. Adesso, siamo in netta ascesa, fisica e mentale”. La notizia della riconferma di Gambardella lo sfiora soltanto (“Sono contento”). Simonelli, infatti, non ne parla e lancia quasi una provocazione, che trasuda autostima: “Nella sostanza – fa notare con aria gioviale –, alla fine della stagione, il Sorrento si piazzerà dietro le squadre promosse in serie B. Un dato di fatto molto importante, che ci deve fare felici. Poi, non è da dimenticare un’altra cosa: parteciperemo alla Coppa Italia Tim, con la coccarda di detentori del trofeo tricolore di Lega pro”. Simonelli ha anche una dedica speciale: “E’ un successo che sento di dover condividere anche con la mia famiglia che, quotidianamente, fa tutto il possibile per sopportarmi. Non è facile, ne sono consapevole, però sembrano riuscirci…”.
SALVATORE DARE
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24 aprile ‘09 |