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SIMONELLI: "A POTENZA COME CONTRO LA CAPOLISTA"
TESTA GIUSTA “Lo dicevo nei giorni scorsi nello spogliatoio – rivela Simonelli -: una squadra che ambisce a diventare matura, pure sul profilo psicologico, non deve lavorare esclusivamente in funzione di chi si troverà di fronte o, addirittura, di cosa si dice dell’avversario. Se ci facessimo prendere da questi discorsi, una settimana daremmo tutto mentre l’altra meno. Ciò è da evitare nella maniera più assoluta: dobbiamo solo proseguire su questa strada. Un percorso vivace che ci prescrive di pensare principalmente a noi stessi, al 100 %”. E’ un ‘professore’ sereno e che, a poche ore dalla gara, rivolge l’attenzione al profilo mentale: non vuole che il Sorrento sottovaluti il Potenza e lo dice senza mezze parole: “A me interessa che la squadra scendi in campo con l’atteggiamento giusto, la testa concentrata, una grande umiltà e sana cattiveria. Le altre cose vengono di conseguenza”. IL POTENZA Per fisionomia, i rossoblù di Gautieri sono votati a giocare raccolti nella propria metà campo, dietro la linea della palla. Insomma, ci sono i presupposti per pensare che il Potenza baderà più a difendere che ad offendere anche se, Simonelli, la vede diversamente: “Non credo che sarà così – ribatte -. Penso che giocheranno un po’ più aperti. Sia chiaro, comunque, che queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano: gli aspetti fondamentali sono altri”. Quali? “Indubbiamente quelli caratteriali, mentali ed emotivi”. Interpellato sulla formazione da schierare, dribbla la questione: “Vedremo, non ci ho pensato ancora. Fialdini rientra dalla squalifica? Bene. Ripa? Mercoledì, a Cava de’ Tirreni, ha fatto una buona prestazione, ma non è al top. Nelle prossime ore, valuterò se convocarlo o meno”. MODULI E TATTICA Parlando di campo, il discorso scivola sulla tattica. Nelle ultime settimane, a partire dalla ripresa di Foggia, Simonelli ha schierato il suo Sorrento preval VIVERE ALLA GIORNATA Simonelli è equilibrato nei giudizi e ‘regala’ concetti interessanti. A dimostrarlo, c’è l’analisi del momento dei suoi: “Fino a mercoledì – commenta il ‘professore’ riferendosi al passaggio del turno in Coppa Italia -, abbiamo tenuto un ruolino di marcia positivo che, adesso, non conta: c’è solo il Potenza. Dico questo perché penso che, particolarmente per un allenatore, il calcio sia un mezzo straordinario dove ci si può confrontare con le emozioni vere, profonde, non quelle da maschera. Sentimenti, questi, che giorno dopo giorno indicano di essere onesti con se stessi e di dar conto in ogni momento. Bisogna essere così, sennò non si può andare avanti come si vorrebbe: questo è l’indirizzo”. SALVATORE DARE
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1 novembre ‘08 |
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“Il Potenza si affronta come se fosse la capolista. Dobbiamo giocarla con questa mentalità e sono fiducioso che sarà così: finora, infatti, la squadra ha sempre risposto presente perché è formata da persone all’altezza della situazione”. Il tecnico del Sorrento, Gianni Simonelli, non si fida della truppa guidata dall’ex Carmine Gautieri, fanalino di coda del girone ma reduce da due risultati utili consecutivi.
entemente col 3-5-2. E la squadra sembra giovarne. “Sto lavorando un po’ in più su questo sistema – dice l’allenatore -, perché il 4-4-2 è stato acquisito bene. La duttilità può essere un’arma in più ed è un dovere sfruttarla. La squadra, infatti, è composta da giocatori intercambiabili: solo in attacco, probabilmente, ci sono caratteristiche specifiche”. Così, ancora, sul nuovo modulo: “Il 3-5-2 – spiega Simonelli -, è un sistema buonissimo per questo Sorrento perché ottimizza le qualità di tutti. In linea di massima, ci offre una maggiore compattezza in fase difensiva dipendente, tuttavia, dalle interpretazioni e dall’approccio mentale. Fatto in un certo modo – prosegue ancora il tecnico del Sorrento -, è un impianto di gioco che dà fastidio. In passato, quando adottavo il 4-4-2 ed affrontavo una squadra col 3-5-2, i grattacapi erano tanti. T
utto, però, è relazionato ai tempi: se, nelle due fasi, ci si muove nei momenti giusti, si fa meno fatica, guadagnando lucidità”. Per Simonelli, è una sorta di conversione: “Mi sono reso conto - racconta - che il 3-5-2 non gratifica troppo le esigenze estetiche di certi allenatori, me compreso. La sopravvenuta relativa saggezza, però, mi ha indotto a rivolgermi più alla praticità che allo spettacolo. Sono del parere che, con questo sistema, si può proporre comunque un calcio divertente. E noi lo stiamo facendo”.




