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SORRENTO-TARANTO, SIMONELLI:

"QUALCUNO STA METTENDO LE MANI AVANTI"

E’ il momento dei bilanci? “Diciamo di sì, ma c’è ancora una partita importante da giocare. Il campionato bisogna onorarlo con lealtà e col Taranto daremo il cento per cento”. La risposta di Gianni Simonelli è diretta. Non si fanno sconti a nessuno, l’ha precisato pure il presidente Mario Gambardella. Il ‘professore’ ha comunque qualcuno nel mirino. In tanti si sono augurati che s’assista ad una partita ‘vera’. “Quello di preoccuparsi più del Sorrento che dei problemi di casa propria – dice Simonelli – è un modo anche comprensibile, dal punto di vista umano, per prepararsi già eventualmente a giustificare un proprio passo falso addossando agli altri le responsabilità dell’insuccesso”. Insomma, il messaggio è chiaro. C’è però una domanda da porgere. Come si possono trovare motivazioni in una gara ‘inutile’?

“Un altro passo in avanti da fare è proprio questo – risponde Simonelli -. Non cercare la carica emotiva dall’esterno, ma dentro ognuno di noi. Sarebbe ideale, sempre, scendere in campo per il puro piacere di competere e di giocare, dimostrando di essere più forte dell’avversario”. E su Danilo Pagni, l’ex ds rossonero oggi al Taranto che ha definito ‘sua’ la vittoria in coppa Italia, spiega: “Una parte di merito gli va riconosciuta perché ha contribuito portando certi giocatori che voleva lui e certi che ho indicato io. Mi vuole stringere la mano? Sono contento”. A poche ore dalla chiusura dei giochi, è anche il caso di tirare le somme. Simonelli elogia tutti e ripercorre le tappe decisive della stagione. “Sono molto contento e non solo perché ci siamo salvati con anticipo vincendo pure la coppa Italia – premette -. Un cammino molto bello. Per me, è stato uno dei campionati più difficili. C’erano troppe implicazioni. Ad un certo punto si stava sfaldando tutto, ma abbiamo avuto la forza di restare uniti. Dalla semifinale di ritorno in coppa Italia a Foggia, il gruppo ha fatto un salto di qualità nel cuore. Il momento più importante in cui il Sorrento ha dimostrato di essere una grande squadra è stato dopo il trionfo in coppa Italia. Poteva esserci un rilassamento, ma non c’è stato. Una mentalità da grandi che ci ha consentito di arrivare ad oggi con in tasca la salvezza. Ecco perché faccio ai ragazzi un grosso plauso ed un passionale ringraziamento”. L’analisi di Simonelli è articolata: “Nella sostanza – sottolinea – siamo la terza forza del girone. Dopo le promosse in serie B ci siamo noi perché abbiamo vinto la coppa Italia, una delle due competizioni che qualsiasi squadra disputa in una stagione. Eccetto la sconfitta nel derby con la Juve Stabia, negli ultimi due mesi siamo stati continui. Semplice il motivo: gli equilibri psicologici si sono ricompattati”. Dove è stato bravo Simonelli? “Nel vivere con passione questo lavoro”. Per lui, la sfida col Taranto è anche un ritorno al passato. Sette anni fa perse la finale playoff, per la B, contro il Catania: “Una grande cavalcata finita in tragedia sportiva – dice Simonelli -. Ci mancò solo un gol. E non ci fu concesso un rigore netto su Riganò. Un’amarezza forte. Ricordo con piacere il sostegno dello Iacovone. Quando entravo in campo e vedevo la curva ero sicuro che avremmo vinto”. Ieri Taranto, il presente ed il futuro dicono ancora Sorrento. “Si possono fare grandi cose. Con l’avvento di Gambardella ed il contributo di tutta la società si può fare qualcosa d’importante. Non nego che all’inizio c’è stata qualche incomprensione con l’ambiente, qualcuna pure pesante. Ci siamo tutti un po’ scontrati. Col tempo, poi, ci siamo capiti e compresi, tollerando senza subire. Ognuno ha fatto con coraggio un piccolo passo indietro. E tutti insieme, adesso, possiamo e vogliamo fare bene. Sono fiducioso nel mio lavoro e di quello della società – conclude -, in particolare Gambardella, a cui sono legato da un antico affetto”.

SALVATORE DARE

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