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PATATRAC...E ORA?
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1’ st Clemente (B)

BENEVENTO (4-4-2): Mondini; Aquilanti, Ferraro, Landaida, Colombini; Ciarcià (36’ st Palermo), Carcione (30’ st Cejas), De Liguori, Statella (12’ st Imbriani); Clemente, Castaldo. A disp.: Corradino, Cinelli, Bueno, Evacuo. All.: Soda.
SORRENTO (3-5-2): Spadavecchia; De Martis (45’ pt Minadeo), Lo Monaco, Panarelli; Vanin, Agnelli (24’ st Arcidiacono), Nicodemo, La Vista, Fialdini; Ripa, Biancone (24’ st Myrtaj). A disp.: Casadei, Angeli, Maiorano, Giampaolo. All.: Simonelli.
ARBITRO: Liotta di Lucca (Schenone/Sirchia).
NOTE: Spettatori 3000 circa (nessun ospite per il divieto di trasferta imposto dal Casms), giornata fredda e piovosa.
AMMONITI: De Martis (S), Nicodemo (S), Carcione (B), Palermo (B).
ANGOLI: 7-1.
RECUPERO: 3’ pt, 4’ st.
DA BENEVENTO Va meritatamente al Benevento il derby del Santa Colomba. Un guizzo risolutore del capocannoniere del campionato ad inizio ripresa, Gianpiero Clemente, piega un Sorrento brutto, opaco e mai pericoloso. La squadra dell’ex Simonelli (applauditissimo dal pubblico sannita) prende e porta a casa la seconda sconfitta consecutiva dopo quella interna, di sette giorni fa, col Foligno. La classifica, manco a dirlo, riceve l’ennesimo scossone negativo: i playout, adesso, sono una triste realtà. Il Sorrento è quintultimo, a pari punti con Foligno, Marcianise e Pescara (queste due con una gara da recuperare, ndr). Ci sono tanti problemi da risolvere: la condizione fisica è in calo, tiri verso Mondini non se ne vedono ed in difesa, anche se si va un po’ meglio delle altre volte, si è puniti senza pietà alla prima occasione. Sotto di una rete, così, il Benevento controlla la situazione al piccolo trotto perché il Sorrento è prevedibile, impacciato. La forza per riprendersi non c’è, neppure il giro dei cambi arride a Simonelli. Insomma, l’atmosfera si fa sempre più cupa e di miglioramenti nemmeno a parlarne. Anzi, è una vera e propria involuzione. Ora il campionato riposa, ma non il Sorrento che domenica andrà a giocarsi a Foggia il ritorno della semifinale della Coppa Italia (all’andata finì 2-2, ndr). Chissà che accadrà: paiono esserci pochi dubbi, ci vuole una scossa.
PRIMO TEMPO Il primo tempo è di marca giallorossa. Il Sorrento si rintana nella p ropria metà campo cercando il guizzo giusto per ripartire e far male. Poche volte, però, ci riuscirà. Soda s’affida alla verve di Castaldo, sgusciante e bravo ad aprire corridoi importanti per gli inserimenti di Clemente e Ciarcià. Il ritmo è basso, De Martis è un leone e si carica il pacchetto arretrato sulle spalle. Il Sorrento comunque subisce il Benevento, che è manovriero ma incisivo a sprazzi. Si muove molto Castaldo che, alla prima occasione, tenta di trafiggere Spadavecchia. Ciarcià mette in mezzo dalla destra, la punta manca l’impatto per un soffio. Del Sorrento, nessuna traccia. Nicodemo scarica spesso su Vanin, pedinato da Colombini che non disdegna di proporsi lungo l’out. Al 7’, Clemente nota il taglio di Ciarcià che si libera di Lo Monaco e conclude a salve. Poco dopo, è Castaldo , su azione di rimessa, a salire sugli scudi. L’attaccante s’invola sulla sinistra per poi rientrare verso il centro: la botta di destro non è precisa. Il Benevento, insomma, chiude il Sorrento ma pecca di lucidità. Negli ultimi venti metri, si va un po’ a casaccio. Fatto sfogare l’ardore degli stregoni, i rossoneri tentano di mettere la testa fuori dal guscio. La prima conclusione verso Mondini è addirittura di Panarelli (27’). Un giro di lancette dopo, pericolo rosso per il Sorrento: Castaldo, di petto, serve al limite dell’area l’accorrente Carcione. Il centrocampista colpisce forte, Spadavecchia è maiuscolo e nega il vantaggio del Benevento. Il Sorrento riesce solo in chiusura di frazione ad impensierire Mondini. Percussione centrale di Biancone, il sinistro è velenoso ma debole.
SECONDO TEMPO Nell’intervallo, nessun cambio. Soda e Simonelli s’affidano agli assetti di partenza. Al primo possesso, però, giunge il vantaggio giallorosso. Dagli sviluppi di una punizione corta, sulla destra, Aquilanti crossa al centro verso il secondo palo: lì c’è l’inserimento di Clemente, furbo a bruciare l’ex compagno al Gallipoli, Minade o (entrato per l’infortunato De Martis), di testa. L’1-0 gasa il Santa Colomba che spinge i propri uomini. Clemente, su punizione, cerca il raddoppio ma la conclusione a giro è troppo alta. Il Benevento pigia convinto sull’acceleratore, Castaldo sguscia un po’ ovunque e fa ammonire capitan Nicodemo. E’ però ancora Clemente a far soffrire il Sorrento, attacca gli spazi, è sempre nel vivo della manovra da vero terminale dei sanniti. Palla gol del 61’: Panarelli, nel tentativo di spazzare, serve il neo entrato Imbriani. L’ex Napoli centra, dalla lunetta Clemente va col destro che è fuori misura. Il Sorrento, di contro, non punge mai. Il Benevento, quindi, amministra. Gli avanti rossoneri, Ripa e Biancone, non beccano il pallone perché né La Vista né Fialdini accendono la luce: ci si arrangia ed i lanci dalle retrovie diventano l’unica, sterile, soluzione. Simonelli finalmente se ne accorge e ridisegna il Sorrento: fuori Biancone e Agnelli per Myrtaj ed Arcidiacono. Si continua, però, su una falsariga ormai assodata. I rossoneri paiono ingolfati, senza la forza necessaria per gettare il cuore aldilà dell’ostacolo. Sotto di una rete, Mondini prosegue ad essere uno spettatore non pagante. Finisce con un giusto 1-0, ed il Sorrento sempre più giù, in classifica e di morale.
SALVATORE DARE
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2 marzo ‘09

LE PAGELLE DI BENEVENTO-SORRENTO
a cura di Roberto Fiorentino
Spadavecchia 6: Il lampione rossonero conferma segnali di crescita interessanti. Sicuro nella presa, decisivo sul bolide di Carcione. Non rischia nulla, abdica sul gol senza colpe.
De Martis 6,5: Panni da operaio e complimenti zero. Si incolla a Castaldo e lo imbriglia con anticipi e sostanza. Alza bandiera bianca prima dell’intervallo e ad inizia ripresa il Benevento passa.
(45’ pt Minadeo 5: Nell’unica occasione che doveva intervenire si fa cogliere impreparato).
Lo Monaco 5: Arretra paurosamente e rischia di finire tra le braccia di Spadavecchia. Elegante e concreto in qualche circostanza, il resto un qualcosa non proprio consono ad un difensore roccioso e, quindi, perfetto a calarsi in questo contesto.
Panarelli 5: Il delicato gioco, prima fuori poi dentro, non avvantaggia la forma fisica e le motivazioni. Passeggia, ritmo blando e negli appoggi in almeno due occasioni è troppo sup erficiale.
Vanin 5: Fuori dalla manovra, quotazioni in calo soprattutto a causa di una squadra senza idee e nessuna logica.
Agnelli 5,5: E’ una formichina che entra ed esce dal match. Spesso ha bisogno di una radiolina per comunicare con i compagni. Prova qualche inserimento centrale ma rimbalza contro il muro della difesa di casa.
(24’ st Arcidiacono 5: Forse in questo Sorrento neppure Cristiano Ronaldo brillerebbe, ma lui è lontano dalla porta e troppe volte esagera nel palleggio).
Nicodemo 5,5: Il capitano soffre sia Carcione che De Liguori. Fisicamente non al top, non trova mai una mano concreta dai piccoletti compagni di reparto.
La Vista 4: Il voto va diviso con Simonelli che oggi lo ha schierato in una posizione imbarazzante. Come domenica scorsa meritava la sostituzione ma nulla di tutto questo. Dovrebbe almeno fargli capire che proprio non è possibile utilizzarlo così.
Fialdini 4,5: Posizione impossibile per un mingherlino come lui. A sinistr a, con un intera fascia da percorrere, è un tentativo possibile di auto-distruzione. Quando Simonelli lo sbatte al centro, lui non ha più forze e vorrebbe solo urlare la sua rabbia.
Ripa 5,5: Qualche bel numero e tanto lavoro di cucitura. Sia chiaro, ha provato ad aiutare la squadra senza egoismo, ma la porta vista da quaranta metri è simile ad una buca di golf: per segnare bisognava fare hole in one. Praticamente impossibile.
Biancone 5: Spreca una clamorosa occasione a fine primo tempo. Poi nulla di convincente e tanta fatica per nulla.
(24’ st Myrtaj 5: Non ha la condizione fisica necessaria. E si nota).
All. Simonelli sv: I tifosi del Benevento lo hanno ricordato con una targa, noi gli vorremmo dire: “Grazie di tutto prof, ma ora il suo tempo è scaduto”.
ROBERTO FIORENTINO
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2 marzo ‘09
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