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2’ pt Agnelli, 37’ pt Myrtaj

 

PERUGIA (4-4-2): Benassi; Zoppetti (21’ st Cucciniello), Cudini (1’ st Accursi), Pagani, Barbagli; Pizzolla (1’ st Mazzeo), Passiglia, Mezavilla, De Giorgio; Ercolano, Cutolo. A disposizione: Bianchi, Russo, Ferrari, Campagnacci. All. Pagliari.

SORRENTO (4-4-2): Botticella; Panarelli, De Martis, Lo Monaco, Angeli; Fialdini, Nicodemo, Agnelli (43’ st Maiorano), La Vista (21’ st Vanin); Myrtaj (21’ st Iorio), Biancone. A disposizione: Spadavecchia, Ferrara, Greco, Strambelli. All. Simonelli.

ARBITRO: Tidona di Torino (Mascherano/Messina).

AMMONITI: Myrtaj (S), Mezavilla (P), Zoppetti (P), Panarelli (S), Nicodemo (S), Barbagli (P).

ESPULSI: 19’ st De Martis (S) per fallo da dietro, Mezavilla (P) per reazione a gioco fermo.

ANGOLI: 6-5.

NOTE: Spettatori 4000, di cui 40 provenienti da Sorrento. Giornata plumbea, temperatura mite. Recupero 1’ pt, 6’ st.

 

DA PERUGIA Ecco il Sorrento. Ecco il Sorrento che tutti volevano. Ecco i primi punti della stagione. Ecco il riscatto, altro che crisi. Ecco la voce grossa che Simonelli voleva che la sua squadra facesse contro una corrazzata del girone che, senza se e senza ma, viene distrutta tatticamente da un autentico capolavoro costruito pure con tenacia, attributi e gioco spumeggiante. Il Sorrento sbanca il Renato Curi per la seconda stagione consecutiva. L’anno passato finì 0-1 con un guizzo di Ripa. Va meglio il remake, con la truppa di Simonelli che mette ko i grifoni con Agnelli e l’ex Myrtaj. Non c’era modo migliore di risorgere dopo due sconfitte consecutive con Lanciano ed Arezzo: la quota zero è ormai soltanto un ricordo sbiadito. E’ stata la testa del So

rrento a decidere la gara, un’altra rispetto a sette giorni fa. Determinazione, sudore e tanto cuore che, proprio fino a domenica scorsa, non s’erano visti.

LA GARA Simonelli voleva un Sorrento d’attacco e così è stato. Al primo affondo, dopo due giri di lancette, si passa. Angolo pennellato da Fialdini, nella ressa sbuca sul primo palo Agnelli che mette fuori causa Benassi. Il gol in partenza galvanizza i rossoneri che, senza timori reverenziali, prendono in mano il pallino del gioco comandando in lungo e largo la contesa. Di contro, il Perugia soffre esplicitamente il ritmo impresso da Agnelli e La Vista, bravi anche a supportare Myrtaj e soprattutto Biancone. Il raddoppio potrebbe giungere già al 12’: proprio Myrtaj, uno dei sei ex della gara (Angeli, Vanin, La Vista, De Martis e Lo Monaco gli altri), sfiora l’incrocio alla destra di Benassi direttamente su calcio di punizione. Dei grifoni, invece, nessuna traccia. De Martis e Lo Monaco sono sguinzagliati sulle linee di passaggio di Ercolano, pronto a svettare tra le linee e servire i compagni. Il pressing asfissiante costiero è il must del pomeriggio del Curi. Il Sorrento mette alle corde il Perugia, che rischia nuovamente lo 0-2 quando Biancone ruba palla a Pagani in fase di disimpegno: l’assist per Myrtaj ha il contagiri, ma il centravanti albanese è scovato in posizione irregolare a tu per tu con Benassi. Proprio i due attaccanti rossoneri mettono in costante crisi la retroguardia umbra, sempre in ritardo nell’opporsi alle trame offensive orchestrate spesso anche da Fialdini. Poco dopo, entra in gara anche La Vista che ubriaca Zoppetti in ben due occasioni, facendolo ammonire. Sempre sull’out mancino, il Sorrento domina, contando pure sul grande dinamismo di Agnelli che raddoppia sistematicamente su Pizzolla. A dieci dal riposo, arriva il meritato doppio vantaggio. Sugli sviluppi di un corner, Fialdini pesca, all’altezza del dischetto, il libero Myrtaj che, di precisione, va con la fronte e buca nuovamente Benassi per il più classico dei gol dell’ex. I fischi del Curi non scuotono il Perugia che, sotto di due reti, rischia di prendere anche il tris. Biancone, al 41’, s’invola verso l’area umbra: al momento di scoccare il tiro, la torre di Colleferro è ostacolata da Pagani che, in collaborazione con Benassi, sventa la minaccia, l’ultima del primo tempo.

La gara riprende sugli stessi binari di prima, con Pagliari che nell’intervallo ridisegna il Perugia. Fuori Cudini e Pizzolla, dentro Accursi e Mazzeo. Si passa al 4-2-3-1, con la necessità di recuperare il risultato in tempi brevi. Di reazione, però, nemmeno a parlarne. Per il Sorrento fila tutto liscio, al 56’ un’inzuccata di Biancone va vicina allo 0-3, sfiorato poco dopo anche da Myrtaj messo palla e porta da una serpentina di uno scintillante Fialdini. Il Perugia barcolla facendosi vedere dalle parti di Botticella solo con un numero di Mazzeo che, in area, con una girata cerca il palo più lontano. La partita va a avanti senza sussulti, se non fosse per due minuti incandescenti a metà tempo (63’). Il rossonero De Martis entra da dietro su Mezavilla: il centrocampista umbro reagisce, poi cade a terra dolorante. L’ottimo Tidona non si crea troppi problemi e li spedisce sotto la doccia con un doppio rosso diretto. Niente di particolare, perché nell’economia della partita cambia ben poco. Simonelli getta nella mischia Vanin, Iorio e Maiorano per coprirsi un po’ tant’è che, in un arrembaggio finale privo d’anima, il Perugia non graffia mai eccetto un destro sparato a salve da Ercolano. Finisce in tripudio dopo sei minuti, con Simonelli ed il dg Scala che invitano la squadra ad andare sotto il settore. I sorrisi convinti dei patron Castellano e Gambardella, presenti a braccetto in tribuna, sono le premesse di un nuovo Sorrento che, finalmente, ha gettato le basi di una riscossa veemente e frizzante.

LE PAGELLE DI PERUGIA-SORRENTO

BOTTICELLA 6.5: Seppur dalle sue parti il Perugia si faccia vedere pochissimo, l’ex portiere della Paganese vola su tutto e tutti, conquistando appieno la fiducia concessagli da Simonelli sette giorni fa. Una calamita sui corner.

PANARELLI 6.5: Al suo arrivo, eravamo scettici. A destra, non è Vanin, ma dà solidità, carattere ed esperienza. Mai una sbavatura. Puntuale.

DE MARTIS 6: Fino a quando arriva il rosso diretto per il fallo su Mezavilla, si erge a migliore del pacchetto arretrato senza far rimpiangere il miglior Maury, presente in tribuna d’onore. Sia lui che noi, lo attendavamo di vederlo all’opera nel cuore della difesa. Svolge una gran partita: fare il terzino destro, si sa, non è che sia stato il massimo.

LO MONACO 6: Appare poco, ma fa tanta legna. Rispetto a De Martis, usa spesso il fioretto. Non va mai in affanno, comandando la squadra da dietro negli ultimi venti minuti.

ANGELI 6.5: Perfetto. Con l’Arezzo era andato tutto, o quasi tutto, male, malissimo. Al Curi, da ex, sfodera un’ottima prestazione, sia in fase di possesso che in quella difensiva. Pare il rintocco del Big Ben. Autoritario.

FIALDINI 7: Parte a destra, poi a sinistra. Nella prima mezzora di gara, diciamo fino al babà offerto a Myrtaj per il raddoppio, Jimmy si vede pochino. Lo 0-2, che in calce porta pure la sua firma regale, pare sbloccarlo. Fino al 96’ è una freccia tricolore, corre ovunque, dà ritmo alla manovra e, cosa assai più interessante, punta sempre il diretto avversario, saltandolo come bere un bicchier d’acqua.

NICODEMO 7: La Wikipedia vivente con la maglia numero quattro è tornata. Il capitano porta a scuola i vari Passiglia, Pizzola e Mezavilla. Le 350 gare in terza serie non possono essere un caso. Anzi. Nicodemo dà sostanza a questo Sorrento, svolgendo con semplicità il consueto taglia e cuci. Un ragazzino, guardandolo da lontano. In mediana, conquista cento palloni al minuto. Enciclopedico.

AGNELLI 7.5: No, non è il migliore solo per quel gol del vantaggio fatto d’astuzia, applicazione ed un pizzico di fortuna. Il motorino di Foggia è l’anima dell’undici di Simonelli, pressa come un ossesso, va a prendersi la sfera dai piedi dei propri difensori, imbecca molto gli esterni dando qualità a gogò. Inderogabile come il cacio sui maccheroni.

(43’ st MAIORANO sv).

LA VISTA 7: La classe non è acqua: guarda caso, il Piccolo Romano esce dal suo ex stadio, il Renato Curi, tra gli applausi. Una cornice, quella perugina, che ha visto calcare l’erbetta a protagonisti del calcio mondiale. Non importa. La Vista è in palla, il sinistro fa male e, tra le linee, mette in crisi Pagliari. Non lo prendono mai, tanta classe al servizio della causa.

(21’ st VANIN 6.5: E’ un anguilla e fisicamente ha recuperato benissimo. Gioca da cursore alto, con dietro Panarelli. Nel finale, lo azzoppano mentre volava per lo 0-3).

MYRTAJ 7: Qualcuno l’aveva ribattezzato con un nomignolo più divertente che veritiero. L’ariete albanese c’è, mette il fisico da torello e fa impazzire Pagani (se è quello che doveva arrivare al posto di Minadeo…meglio così) sulle palle alte, quelle basse e sull’uno contro uno. Raddoppio da bomber, per uno che con la porta ha sempre avuto affinità. In netta ripresa sul profilo atletico.

(21’ st IORIO 6: Si mette vicino a Lo Monaco e non sbaglia niente. Ercolano non lo intimidisce, il buon Michele fa vedere che sa il fatto suo).

BIANCONE 7: Se avesse pure segnato, e di occasioni ce ne sono state tante, la torre di Colleferro avrebbe, senza discussioni, meritato la palma di migliore in campo. Forse lo è, fatto sta che dà peso al Sorrento, profondità al gioco di Agnelli, La Vista e Fialdini e s’adatta bene nelle vesti di partner. Così, più volte mette Myrtaj nelle condizioni di trafiggere nuovamente Benassi. Anche lui, però, come un carro armato sfonda spesso le linee nemiche andando vicino al tris. Dà l’anima, ed anche il carattere. Guerriero.

All. SIMONELLI 7.5: Aveva predicato calma, dicendo che il Sorrento avrebbe disputato una gara d’attacco al Curi. Il professore azzecca tutte le mosse, facendo scacco matto a Pagliari in 37’. “Venti persone nuove non si possono amalgamare in quattro e quattro otto” ha ripetuto spesso. Siamo partiti, dopo due prestazioni strane, nel migliore dei modi.

SALVATORE DARE

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15 settembre ‘08

 
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