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ANCORA IN RIMONTA, ANCORA CARATTERE
39’ st Ferraro (B), 46’ st Biancone (S)
BENEVENTO (4-2-3-1): Gori; Tesser, Ferraro, Ignoffo, Colombini; Cinelli (19’ st De Liguori), Cejas; Imbriani, Di Piazza (1’ st Tufano), Clemente (34’ st Palermo); L. Castaldo. A disposizione: Corradino, Cattaneo, Carloto, F. Castaldo. All. Papagni. SORRENTO Un punto ciascuno e tutti contenti. Il derby tra Sorrento e Benevento finisce 1-1, a suggello di una gara bella, avvincente ed equilibrata. Esito giusto, quello del pari, che alla fine lascia l’amaro in bocca più ai sanniti che ai rossoneri. Gli uomini di Papagni, infatti, vanno avanti con l’inzuccata di Ferraro in chiusura di partita (84’), ma vengono ripresi in zona Cesarini da un altro colpo di testa, scoccato da Biancone su pennellata di Strambelli (91’). Il concitato finale riassume i must della sfida del Campo Italia, con Sorrento e Benevento che se la giocano a viso aperto, senza tatticismi, fin dal fischio d’inizio. A saltare agli occhi, comunque, è il grande cuore della truppa dell’ex più illustre del derby, Gianni Simonelli. Il Sorrento, sotto per 0-1, non molla per niente e mette a segno la terza rimonta stagionale dopo quelle precedenti realizzate ai danni di Ternana prima (quarta giornata, dal 0-2 al 2-2) e Foligno poi (domenica scorsa, 1-0 divenuto 1-1). Uno spirito battagliero smagliante nei piedi e nella mente, capace di rinfocolare la striscia di risultati utili consecutivi, portata ora a cinque partite. Ne giova pure la classifica che SALVATORE DARE
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13 ottobre ‘08
LE PAGELLE DI SORRENTO-BENEVENTO Botticella 6,5: Se dall’altra parte c’era King Kong Gori, il Sorrento ha risposto con uno strepitoso Tyson Botticella. Prima di piede, poi ci ha messo più di una volta i pugni per salvare la porta. Elastico nelle uscite le prende tutte, si arrende solo a Ferraro che di testa lo trafigge da pochi passi. Vanin 6: Si propone con continuità sulla destra ma molte volte viene ignorato dai compagni che scelgono altre strade. In copertura commette un paio di incertezze, soprattutto la prima quando ad inizio gara tocca una palla velenosa per De Martis che rischia l’espulsione dopo una vistosa trattenuta su Di Piazza. De Martis 7: Solo un brivido al primo giro di lancette. Trattiene Di Piazza e riceve il giallo a freddo. Poi comincia a carburare e non lascia spazi a nessuno. Castaldo punto di riferimento dell’attacco sannita vive un pomeriggio non facile e si accontenta delle briciole ma resta ovviamente a pancia vuota.
Lo Monaco 5,5: Balbetta dai primi minuti e le sue incertezze hanno aperto praterie non sfruttate prima da Di Piazza poi da Clemente. Soffre costantemente e si fa ammonire per un’entrata a gamba tesa. Per come si era messa la gara va detto che oggi è andata bene così. Panarelli 6,5: A sinistra al posto di Angeli dà ordine e non fa sconquassi. Palla al piede dovrebbe solo accelerare quel tanto che basta, ma comunque fa su e giù per il campo e tiene sempre sott’occhio la linea di difesa piazzandosi sempre sulla mattonella giusta. Fialdini 6: Lavora duro prima sulla sinistra poi in posizione centrale. Regala tocchi da giocatore di biliardo e palleggi da classe A. Esagera nel dribbling gettando al vento un’occasione d’oro ma palla al piede ha personalità e sa regalare giocate di pregevole fattura. In crescita. Nicodemo 6: Predica calma e fa bene. Lotta con determinazione e spesso spegne la luce a Cejas faro del centrocampo ospite. Ha un paio di palle buone ma i suoi tiri non fanno parte del pezzo forte del suo repertorio. Sempre in partita trasmette sicurezza alla squadra. Agnelli 6,5: Un gran bel giocatore. Ha fiato per rincorrere e qualità (35’ st Maiorano 6: Ci mette corsa e volontà, nel finale è il più fresco e dà una mano ai compagni a raggiungere il pareggio) La Vista 5,5: Preme spesso sull’acceleratore, ma tampona di frequente come un guidatore sbadato e indeciso. Rallenta troppo l’azione e addormenta il pallone tra i suoi piedi e va detto che di fronte ha spesso incrociato il robusto Tesser che con il suo 45 di piede ha avuto la meglio dominandolo dal punto di vista fisico. Biancone 7: Mezzo voto in più perché quando oramai era già in apnea ha trovato l’impatto con il pallone siglando il pareggio. Se ne divora una a metà ripresa a tu per tu con Gori ma era solo il preludio. Premiato per generosità e coraggio. Nelle situazioni più delicate ha messo sempre la testa senza mai fare un passo indietro. Giampaolo 7: Uno spot per il calcio. Difende palloni tra le due torri del Benevento pure senza av (31’ st Strambelli 6,5: Oro colato per gli incalliti del fantacalcio. Gioca scarso quindici minuti ed entra nel vivo dell’azione del gol. Bravo a procurarsi il calcio di punizione, precisa poi la battuta del mezzo per lo stacco vincente di Biancone) All. Simonelli 7: Cresce il suo Sorrento e mette paura ad un Benevento che gioca solo stile rugby sfruttando i calci da fermo ma senza mostrare una manovra all’altezza. Con il passaggio al 4-3-3 la squadra ha saputo quasi mettere alle corde l’avversario. Nel finale poi succede di tutto, ma anche lì c’è il suo zampino. L’ingresso di Strambelli è stato determinante ai fini del risultato. ROBERTO FIORENTINO
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13 ottobre ‘08
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vede i rossoneri balzare a quota nove in piena bagarre playoff (lontani due punti). Zona, questa, dove a vagare c’è il Benevento che, pian piano, vede sfumare la testa del girone saldamente nelle mani di una lepre come l'Arezzo. Era giunto al Campo Italia per fare bottino pieno, ma Papagni deve accontentarsi dell’1-1. Il tecnico sannita, difatti, vara sulla carta un Benevento d’assalto, con un attaccante in più rispetto alle previsioni: Di Piazza appoggia Castaldo, in panca De Liguori. L’ago della bilancia della manovra giallorossa, basatasi perennemente sul destro di Cejas, è però Clemente. La mezzapunta caracolla tra le linee, occupa la fascia sinistra e, sfruttando corsa e scatto, si butta negli spazi quando Castaldo prende palla sulla trequarti. Nicodemo e Agnelli, di contro, sono bravi nell’anticipo e non danno libertà d’azione a Cinelli, divenuto per necessità comprimario di lusso. Il Benevento si permette un undici spregiudicato solo nella prima frazione, dove concede troppo e gioca solo di rimessa. A tenere il comando delle operazioni, conseguentemente, è il Sorrento, poco incisivo quando giunge a ridosso dell’area avversaria. Insomma, si gioca al gatto col topo, perché i rossoneri sono manovrieri ma patiscono quando i sanniti rispondono col ritmo alto in campo aperto. Proprio su controp
iede, Clemente prima fa ammonire De Martis (1’) e poi chiama all’intervento Botticella sessanta secondi dopo. Se in fase difensiva il Sorrento arranca un po’, in quella offensiva fa male con Giampaolo, sgusciante nell'uno contro uno. La prima vera occasione giunge da una sua invenzione, all’8’. Dopo aver saltato Ferraro, l'attaccante scodella al centro, Gori esce male e sulla ribattuta La Vista prova il destro che sorvola l’incrocio. Il Sorrento, in sostanza, prova a sfondare ai lati di Biancone che si muove in verticale portando Ignoffo ai trenta metri. In uno dei tanti duelli, la torre di Colleferro prende il tempo giusto allo stopper, imbeccando Giampaolo a ridosso della lunetta. Agnelli taglia in area ed è servito dall’ex Pescara: solo, il mediano calcia di piatto un vero e proprio rigore in movimento che Gori controlla come può (26’). La
risposta ospite arriva, manco a dirlo, su un capovolgimento di fronte. E’ Di Piazza a sprecare su assist di Clemente mentre Cejas, poco dopo, tenta il colpo a giro direttamente su punizione: Botticella, vigile, non è impreparato (38'). La contesa si snoda su questa falsariga e, su un’azione tambureggiante orchestrata da Fialdini, potrebbe sbloccarsi se Biancone avesse mirato meglio con la testa (39’). Dopo il riposo e con un Benevento più accorto (Papagni si copre un po’ togliendo Di Piazza e Cinelli per Tufano e De Liguori), si ristagna in mediana. Le schermaglie, fino a quel punto, non arridono al Sorrento perché Agnelli non è il solito quando si tratta di ripartire. Ed i sanniti, piuttosto che provare il colpo grosso, abbassano il ritmo. L’equilibrio lo prova a spezzare ancora Biancone, al 82’. Il duetto con lo stesso Agnelli lo porta a tu per tu col portiere ma invece di cercare il tocco morbido, ci mette la punta e Gori si ritrova la palla addosso. Gol mangiato, gol subito. Cejas, su calcio da fermo, pesca Ferraro che sbuca in mischia e timbra lo 0-1. Dura sette minuti, però, il vantaggio giallorosso perché, al 91’, Biancone svetta su tutti ed insacca sfruttando al meglio una traiettoria arcuata di Strambelli.
(42’ st Virtanen s.v.)
per impostare la manovra. Il suo piedino morbido ha regalato aperture di gioco da applausi, sfiora il gol grazie ad un inserimento centrale, ma il suo piattone trova Gori sulla traiettoria.
ere i centimetri dalla sua parte. Ha esperienza da vendere e nel finale sguscia via con convinzione e per fermarlo in due per poco non bastavano. Dovrebbe solo cercare un po’ più la porta con tiro da fuori perché lui sa come si calcia la palla all’incrocio.




