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MAXI-RISSA FINALE, SORRENTO AGGREDITO
CAPITAN NICODEMO ALL'OSPEDALE
DA CAVA DE’ TIRRENI Botte da orbi al Simonetta Lamberti. Un parapiglia tra tesserati rende amarissimo il derby tra Cavese e Sorrento. Vince la vergogna, vince la violenza. Tutto accade al triplice fischio dell’arbitro, Gambini di Roma. Il Sorrento vince 1-0 con gol di Myrtaj, ma forse a qualcuno il risultato non va giù. A pagare le spese per tutti, c’è il capitano rossonero Attilio Nicodemo. Il centrocampista, colpito da un pugno sferratogli da un inserviente della Cavese, viene trasportato in ospedale al termine della gara: ha riportato un forte trauma contusivo ad entrambi gli occhi. Non finisce qui. Per Nicodemo, ci sono pure diverse e piccole lacerazioni alla cornea dell’occhio sinistro.
Che cosa è successo? Il derby tra Cavese e Sorrento è appena finito. Una gara comunque nervosa, abbastanza tirata. C’è un battibecco tra giocatori. Il clima diventa subito teso. L’attaccante del Sorrento, Florian Myrtaj, è quello più “cercato” dai metelliani (dirigenti compresi), viene apostrofato in malo modo per poi ricevere pure un paio di colpi al volto dal portiere Marruocco (che intanto aveva raggiunto la zona incriminata direttamente dalla propria porta). Verso il bomber, corre pure Fariello presidente della Cavese. Il parapiglia diventa incontrollabile, sul terreno di gioco si riversano addetti ai lavori, dirigenti ed inservienti di entrambi gli schieramenti. E’ una vera e propria caccia all’uomo, una caccia ai tesserati del Sorrento. Marruocco, dopo il contatto proibito con Myrtaj, non contento, va a cercare Nicodemo, lo trova e lo colpisce al volto con la mano destra, aiutandosi con una borraccia (non è questo il colpo proibito che manda ko il capitano). Le forze dell’ordine agiscono tempestivamente ma la tensione dei metelliani è troppo alta ed in campo ci sono almeno una cinquantina di persone. Myrtaj e qualche compagno di squadra, nel tentativo di stemperare i toni ed allontanarsi dalla rissa, s’avviano verso il settore ospiti in festa per la vittoria e, quindi, occupato dagli ottanta sostenitori provenienti da Sorrento. Invece di migliorare, le cose però peggiorano. Il difensore rossonero, Antonio Minadeo, viene colpito. Stessa sorte tocca al dg Scala: un calcio allo stomaco e spintoni da un metelliano. Chi ha la peggio, è però il capitano Nicodemo che, all’improvviso, rimane immobile sul terreno di gioco e viene soccorso dai medici di entrambe le squadre: ha preso un altro pugno dopo quello di Marruocco. Simonelli, tecnico del Sorrento, tenta di gettare acqua sul fuoco. Prende sotto braccio i suoi ragazzi per condurli negli spogliatoi, ma la rissa purtroppo continua. Le forze dell’ordine, a quel punto, “scortano” i giocatori del Sorrento per portarli all’interno dei locali del Lamberti e ci riescono mentre giocatori e addetti ai lavori della Cavese tentano di farsi ancora “giustizia”. Il parapiglia sembra finire, ma ha un altro risvolto. Come di consueto, anche dopo una gara persa in casa, la formazione metelliana s’avvia verso la curva Sud per ringraziare il pubblico e, soprattutto, per ricordare il compianto Catello Mari. Ed invece, succede che una mezza dozzina di ultras della Cavese scavalca le recinzioni, entra in campo ed invita i giocatori ad andarsene sotto la doccia. Sempre Marruocco, coi nervi a fior di pelle, rischia per poco di venire alle mani pure con un suo tifoso che non gliele manda a dire. Il clima non è tanto disteso tant’è che, sulla sponda Sorrento, la polizia fa raggiungere la sala stampa solo all’allenatore Gianni Simonelli. I giocatori, infatti, vengono invitati a restare negli spogliatoi.
In serata a bocce ferme, la dirigenza del Sorrento si è fatta sentire. Dapprima con Diodato Scala: “E’ assurdo – dice il dg rossonero – che al giorno d’oggi accadano ancora delle cose del genere. Assurdo. Io sono stato colpito con un calcio ed un pugno mentre il nostro capitano, Attilio Nicodemo, ha riportato delle lesioni all’occhio sinistro ed un forte trauma. Eppure, proprio in occasione del derby d’andata, era filato tutto liscio. C’erano mille tifosi della Cavese e non c’era stato alcun problema per la gestione dell’ordine pubblico. Anzi, il nostro copresidente, Antonino Castellano, aveva pure scritto una lettera ufficiale alla Lega Pro, proprio per sottolineare il clima cordiale che si era instaurato tra le rispettive dirigenze e le rispettive tifoserie. Siamo molto amareggiati per quel che è successo”. Proprio Castellano, in un comunicato stampa apparso sul sito ufficiale del Sorrento, spiega a chiare lettere: “Ci tuteleremo in tutte le sedi competenti e vigileremo sull’operato degli organi che saranno chiamati a perseguire i responsabili dell’intero episodio. Aiuteremo la giustizia, della quale nutriamo immensa fiducia, a fare luce con tempestività su questa intollerabile violenza, che ha macchiato uno spettacolo suggestivo di sport e tifo che offriva lo stadio Simonetta Lamberti”. E pensare che lo staff dirigenziale della Cavese è stato impeccabile sotto tutti i punti di vista. L’ospitalità per la dirigenza e la squadra del Sorrento è stata pressoché perfetta.
SALVATORE DARE
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23 marzo ‘09 |