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SIMONELLI CHIEDE UNA MANO AI TIFOSI
Quasi mai ha rivolto appelli a qualcuno, ma nel Sabato Santo del Campo Italia si è visto un Gianni Simonelli diverso dal solito. L’allenatore del Sorrento, a caldo in sala stampa dopo la splendida vittoria col Gallipoli, ha chiesto un “armistizio” ai tifosi, rimasti in silenzio per oltre un’ora perché ancora inviperiti per la brutta sconfitta di sette giorni prima con la Juve Stabia. E’ il momento di serrare le fila e remare compatti verso l’obiettivo della salvezza diretta. Un traguardo più vicino rispetto alle ultime settimane, con il divario dalla zona playout aumentato a cinque lunghezze (attendendo il recupero delle abruzzesi).
L’1-0 inflitto al Gallipoli vice-capolista ha riportato nell’ambiente un pizzico di serenità, ma al varco c’è un’altra cruciale gara interna, contro il Crotone primo della classe. Per conquistare punti e fare risultato servirà la mano di tutti, cominciando proprio dal pubblico. Simonelli l’ha detto chiaro e tondo, non vuole un’altra domenica da separati in casa. “Siamo consapevoli che i tifosi erano molto arrabbiati – ha detto Simonelli -. Sono d’accordo, li capisco. Con massimo rispetto e serenità, però, mi sento di dire loro certe cose: sfogate la rabbia in settimana, ma in partita sostenete la squadra”. Il messaggio è stato chiarissimo: “In tutte le parti del mondo – ha sottolineato Simonelli – se le cose vanno male, il martedì pomeriggio alla ripresa degli allenamenti i tifosi arrivano al campo e contestano apertamente l’allenatore ed i giocatori. Comprendo l’amarezza della piazza per quel che è accaduto a Castellammare, ma chiedo che almeno nei novanta minuti di gioco ci sia sostegno per la squadra. Insomma, una sorta di armistizio. Dobbiamo salvarci e tutti devono dare il proprio contributo per raggiungere l’obiettivo”. Fra squadra e tifosi, quindi, entra in scena Simonelli. Nei giorni precedenti alla vittoria col Gallipoli, pare che ai giocatori sia stata consegnata una lettera durissima, varata proprio dai gruppi della curva Nord (rimasta in silenzio per un’ora). Una sorta di comunicato che preannunciava sciopero del tifo e, soprattutto, profondo risentimento per la prova molle nel sentito derby con la Juve Stabia. La seconda puntata c’è stata in partita, con gli ultras che hanno cominciato a farsi sentire solo nella ripresa, inneggiando ai colori sociali (col motto “Solo per la maglia”). L’ultimo “dettaglio” è parso esplicito al triplice fischio. La squadra è subito rientrata negli spogliatoi, capitan Nicodemo in testa, senza festeggiare col pubblico una vittoria che mancava al Campo Italia da oltre due mesi.
SALVATORE DARE
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14 aprile ‘09 |