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ECCO IL SORRENTO
La presentazione del parco Ibsen
Entusiasmo, ambizioni, promesse e una pioggia romantica in chiusura, contornata da un spettacolo pirotecnico organizzato dalla curva rossonera. Insomma, un bel mix di emozioni sotto le stelle per la presentazione del nuovo Sorrento all’anfiteatro del parco Ibsen di via Fuorimura. Buona l’affluenza, con oltre 300 tifosi. Una kermesse godibile e più snella rispetto a quella dell’anno scorso (complimenti all’ufficio stampa, impeccabile). In molti s’attendevano i botti di mercato, ma bisognerà attendere ancora qualche giorno. Si parte subito in quarta, con uno stupendo video (curato da Lino Esposito) proiettato sul maxischermo dell’anfiteatro che ha racchiuso in pochi minuti la splendida cavalcata alla conquista della coppa Italia di Lega pro ed il complicato cammino verso la salvezza diretta.
Poi si comincia. La conduttrice Cinzia Profita dà il via alle operazioni. Sul palco ecco i portieri. Spicca un “armadio”: è il neoacquisto Marconato. Neppure il tempo di concedere le prime impressioni che è il turno dei difensori. Applausi a scena aperta per l’argentino Fernandez: “Speriamo di portare in alto questo club”. Applausi a gogò. Presenti anche Angeli e Lo Monaco, in attesa di trovare una sistemaz ione. Timido De Giosa mentre l’autentica ovazione c’è per Vanin. Il brasiliano è il più acclamato, sta al gioco e scherza gesticolando quando qualcuno lo invita a “bruciare” la fascia destra come nelle ultime stagioni. Dopo Vanin, per la presentazione della nuova linea mediana, cori per capitan Nicodemo. “Impegno ed umiltà: questo deve essere il nostro motto”. Un leader in tutti i sensi. Onesto Esposito quando risponde sulle differenze tra Pagani e Sorrento: “Beh, le città sono un po’ diverse…”. Simpatico siparietto con Arcidiacono, divenuto ormai una sorta di mascotte per compagni e tifosi. Salgono sul palco gli attaccanti. Saraniti deve ancora smaltire l’emozione per essere approdato in Prima divisione: “E’ un sogno, non svegliatemi”. Chi è il collega con cui c’è già feeling? Manco a dirlo Arcidiacono il “catanese”. Suona strano, per uno come Saraniti, un palermitano doc. Per la serie “quando il calcio unisce”. Acclamazioni per bomber Myrtaj, desideroso e non poco di giocare partite vere, per bucare le porte avversarie. Il più atteso, il più coccolato, chi è? Domanda inutile: Paulinho, ovviamente. Sembra quasi a disagio per il grande affetto che lo circonda. I tifosi gli chiedono la qualità che l’anno scorso è mancata nei momenti topici. “E’ un campionato difficile, ma tutti insieme dovremo centrare l’obiettivo della salvezza. Poi, se verrà qualcosa in più, non ci faremo trovare impreparati. Il compagno che più mi ha colpito? Il piccoletto che scherza sempre! Ardiacano”. La pronuncia lo fa capire: fortissimamente Arcidiacono. La scenetta più divertente la regala il professore, Gianni Simonelli. Domanda: mister, qual è il suo obiettivo? “Mi piacerebbe vincere tutte le partite dieci a zero, ma è un po’ complicato. Noi, comunque, ci proveremo”. Risate e consensi tra i presenti. Poco prima della sfilata dei dirigenti, lo show di Luca Sorrentino. Il preparatore dei portieri imita, come al solito, Berlusconi: “Chiedo scusa a tutti perché i miei ragazzi non riescono a tuffarsi a…sinistra!”. Un grande. Qualche battuta per lo st aff medico che “prepara” l’ingresso dei due perni del dietro le quinte del Sorrento: i fisioterapisti Colonna e Rotondale. Una coppia fondamentale, anche per lo spogliatoio. Poi i dirigenti. Il tour operator Paolo Durante illustra un pacchetto agevolativo per i tifosi delle squadre che verranno a Sorrento e spiega: “Contribuire alla programmazione di un club di calcio, per gli imprenditori, deve essere visto pure come un mezzo di pubblicità”. E’ quasi un richiamo alle armi a chi finora è rimasto fuori dalle vicende rossonere. C’è spazio per il vicepresidente Attilio Gambardella, figlio del patron. Un dirigente che colpisce per la schiettezza e la carica emotiva (assente l’altro numero due rossonero Renato, fratello di Gambardella sr): “Quando nel test con la Reggina l’arbitro ha convalidato il 2-2 irregolare segnato da Bonazzoli, tutti i ragazzi sono andati a protestare con veemenza. E’ un segno esemplificativo, questa squadra ha l’animo giusto per fare bene”. Tutto quel che volevano sentire i tifosi e gli addetti ai lavori. In successione, sul palco, l’ad D’Angelo e il dg Scala (che si definiscono prima amici e poi colleghi) e soprattutto il ds Di Bari: “Onorato di far parte del Sorrento. Possiamo fare bene, ci sono i progetti per costruire qualcosa d’importante. Prima, però, pensiamo alla salvezza”. Bella risposta del pubblico quando il dottor Ronzi, vicepresidente costiero ed ad del main sponsor Msc, viene invitato sul palco (“Sono arrivato col motorino, qui non c’è spazio per gli elicotteri” a buon intenditor poche parole ). Chi l’ha preceduto, al microfono, ha parlato sempre di salvezza. Dice Ronzi: “La signora salvezza l’ho conosciuta, ma è morta tempo fa. C’è entusiasmo, anche nella gente, e questo è un dato di fatto importantissimo. Con l’avvento di Gambardella c’è stata una svolta anche in tal senso. Noi, come Msc, siamo orgogliosi di essere ancora vicini al Sorrento. L’augurio per il campionato? Disputare una stagione meno tribolata. E poi mi permetterò di dispensare qualche consiglio a Simonelli per la formazione. In Italia siamo sessanta milioni di ct: non vedo perché non dovrei farlo anche io col professore…”. Battuta sempre pronta, passione nelle parole e negli sguardi: Ronzi porta anche il personale saluto di Gianluigi Aponte. “Auguro al Sorrento di disputare una stagione ottima, migliore di quella appena finita” scrive l’armatore di suo pugno in una lettera inviata per l’occasione. C’è tempo anche per presentare le nuove maglie. La casacca rossonera è diversa, con bande più larghe. La bianca è quasi la stessa della passata stagione. C’è una differenza sostanziale: la coccarda da campioni d’Italia. Poi è il turno del sindaco Fiorentino (che si becca pure qualche fischio) e dell’assessore allo Sport Gargiulo. Dulcis in fundo, il calore e la stima che i tifosi fanno sentire a Mario Gambardella. Il presidente è al centro della scena, il più celebrato e si lascia andare: “Sono davvero molto colpito, fa piacere sentire la gente così vicina al Sorrento. Ecco, una delle mie speranze è questa: che la squadra dia tutto per rispettare i suoi tifosi. Poi i risultati verranno da soli. Quando c’è programmazione, quanto tutto funziona, è più facile ottenere responsi positivi dal campo”. Si chiude in bellezza, con una leggera pioggia a far da cornice al saluto reciproco tra squadra, dirigenti e tifosi. “Squadra bagnata squadra fortunata!” esclama il sindaco. Speriamo bene, per tutti e per tutto…
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