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SIMONELLI SI RIPRENDE LA CATTEDRA

E’ tornato al comando del Sorrento con tanta umiltà, prendendo il posto di Raffaele Novelli in un mare di polemiche. L’ha fatto soprattutto senza avere dalla sua parte il sincero sostegno di una tifoseria che, in fondo, non l’ha mai amato. E che ha quasi sempre cercato il pretesto per punzecchiarlo. Ma lui, Gianni Simonelli, s’è concentrato solo sul campo, con entusiasmo, determinazione e voglia di dimostrarsi un vero valore aggiunto per il Sorrento nel momento delle sofferenze più acute. Ha preso in mano la situazione con uno spirito che, anche per sua stessa ammissione, non aveva nella prima parte di questa stagione. Il Simonelli “svuotato”, quello che si dimise a metà ottobre dopo il tonfo al campo Italia con il Monza ha fatto posto, un girone effettivo dopo, a quello che si gode con modestia il miglior momento della stagione.

Un’annata travagliata, iniziata sotto buoni auspici dopo la vittoria della coppa Italia dell’aprile scorso e che poi, strada facendo, s’è ingarbugliata all’improvviso per gli evidenti errori di valutazione commessi sul mercato dai vari direttori sportivi: Riccardo Di Bari, in estate, e Fabio Lupo nello scorso mese di gennaio, non hanno di certo aiutato il professore nell’intricato cammino alla guida del Sorrento.

La salvezza diretta, tempo fa, sembrava quasi impossibile. Ma oggi è un intento praticamente nel mirino. Due punti di vantaggio sulla zona playout e, dinanzi, l’allettante prospettiva di giocarsi una bella fetta di salvezza tra le mura amiche del campo Italia.

Perché domenica arriva il Foligno, il terzo scontro diretto dopo quelli dominati con Lecco e Monza (otto gol segnati in due partite). Sì, proprio quel Monza che all’andata fece capire definitivamente a Simonelli che “dimettersi era la cosa più giusta da fare perché non riuscivo più a trasmettere cattiveria alla squadra. Ma adesso sono un altro…”. E l’ha confermato con una vittoria fondamentale a Monza. Un blitz che porta proprio la sua firma d’autore. Sia chiaro che lui, il diretto interessato, non dà alcun valore alle questioni tattiche che, da tempo, definisce “inutili stupidaggini”. Ma la svolta del Sorrento e, soprattutto, del suo corso bis, nasce anche da lì. La prova c’è stata a Monza. Sotto di due gol dopo appena 5’, non ha atteso neppure l’intervallo per cambiare uomini e modulo. Al 32’ ha varato un Sorrento d’assalto, passando al tridente con l’innesto di Myrtaj con Paulinho e Carlini esterni e inserendo Fernandez in difesa. Mosse determinanti, al di là del fatto che per fare imprese del genere, oltre all’assetto adatto, serve pure la mentalità giusta. Il Simonelli in versione bis merita applausi perché ha dimostrato di essere un tecnico esperto e saggio: ha preso sul serio in considerazione (e non parole) il buon lavoro del predecessore e ha affinato alle sue idee quel 4-2-3-1 importato positivamente da Novelli, “adeguandosi” alle esigenze, individuali, della squadra. L’ha fatto mandando in soffitta il suo tradizionale 3-5-2, il modulo con cui un anno prima aveva comunque ottenuto risultati importanti (una salvezza anticipata e la conquista della coppa Italia). L’ha fatto esaltando, come prima non succedeva, le singole qualità dei calciatori. Ha disegnato su misura, al senegalese Niang, un ruolo di fondamentale importanza e lo sta aiutando ad affinarsi, ha fatto scelte ben precise, ha varato un gioco che riesce ad esaltare gente come Carlini e Paulinho. E dulcis in fundo, sembra molto più a suo agio a Sorrento.

Insomma, Mario Gambardella ha avuto ragione. La svolta che voleva c’è stata. D’altronde lo stabiliscono anche i numeri: da quando ha sostituito Novelli, Simonelli ha conquistato 11 punti in 7 partite, con 14 gol fatti e 12 subiti. Ora, però, viene il bello: proseguire su questa strada senza mollare. Simonelli lo sa bene e spera in cuor suo anche di conquistare quei tifosi che, per incomprensioni reciproche, non hanno mai intessuto con lui un rapporto di spessore. Il rischio di rilassarsi, comunque, è minimo: il professore s’è ripreso la sua cattedra. E guai a chiedergli con quale modulo si dovrà affrontare domenica il Foligno, un quesito comunque da fare dopo che ha proposto il 4-4-2 contro il Lecco e poi il tridente a Monza. “Ancora con queste storie?”.

SALVATORE DARE

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9 marzo 2010

 
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