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UFFICIALE: RESCISSIONE COL DS DI BARI
E’ caduta la testa di Riccardo Di Bari. Ieri il direttore sportivo è stato sollevato dall’incarico ed ha rescisso consensualmente il rapporto (recita così la nota ufficiale del club) che lo legava al Sorrento fino al 2012. Paga i risultati negativi della squadra che, seppur oggi sia in crescita nel gioco e nella mentalità, sosta ancora in zona playout. Un Sorrento che Di Bari ha costruito in prima persona con Gianni Simonelli, che poi si è dimesso un mese fa dopo la sconfitta interna con il Monza facendo posto in panchina a Raffaele Novelli, una scelta fatta in prima persona dal patron Mario Gambardella e non dal ds, che invece sponsorizzava la sua vecchia conoscenza Andrea Camplone. L’addio era nell’aria. Anche se in forma ufficiale nei giorni scorsi la proprietà aveva apparentemente rinnovato fiducia al ds, era chiaro che prima o poi sarebbe giunto il divorzio. Una scelta condivisibile perché se è pur vero che da una parte ci sono responsabilità dell’ex tecnico Simonelli, va detto che gli errori più grandi li ha commessi proprio Di Bari. Un anno fa, dopo il siluramento di Danilo Pagni in circostanze simili, si è subito profilata la candidatura dell’ex ds della Pro Patria. Un’idea sfociata in collaborazione (a gennaio) e poi in investitura in estate. Ma la campagna acquisti, già dalle prime mosse, non aveva mai esaltato né gli addetti ai lavori né i tifosi, prima scettici e poi convinti che il ds non avesse operato bene. Una considerazione motivata dalla chiusura del mercato estivo e dagli impacci visti sul campo. Alla ricerca di un centrocampista di qualità e di una punta, Di Bari non ha saputo chiudere per nessuna operazione. Un flop clamoroso se si pensa che il ds era in orbita Sorrento da nove mesi e, quindi, con tutto il tempo necessario per evitare di giungere agli ultimi giorni con una squadra tutta da completare. Avvisaglie tramutatesi in rotture quando Simonelli ha fatto il mea culpa e si è dimesso. Cosa diversa da Di Bari che ha tirato dritto per la sua strada (spianata dal triennale) vivendo da separato in casa. Un esempio? Seguiva gli allenamenti della squadra da solo nel settore ospiti. La proprietà imputa a Di Bari il criterio con cui ha agito lasciando scoperti tanti ruoli (soprattutto a centrocampo). Nulla, o poco, è mosso sui singoli che sono arrivati. E’ sintomatico l’atteggiamento tattico di Novelli che, per l’esiguità di mediani, oggi preferisce il 4-2-3-1 al tradizionale 4-3-3 attendendo correttivi a gennaio. Ed ora? La proprietà parlerà dopo la trasferta con la Pro Patria mentre Di Bari ha evitato commenti. La poltrona di ds, però, rimarrà vacante solo per poco. E’ in pole position Vito Giordano, alla Nocerina di Gambardella qualche anno fa ed autore del miracolo Juve Stabia nel 2006/2007. Non è un caso la sua presenza al campo Italia domenica scorsa per Sorrento-Perugia (è stato visto anche con Cremonese e Benevento, ndr). Giordano è stato uno dei pochi che ha saputo gestire Eziolino Capuano, costruendo tra l’altro una squadra forte che ha sfiorato i playoff con risorse economiche limitate. Ha lanciato gente come Benassi (preso dal Sansovino, oggi il miglior portiere di Lega pro), Baclet (ora al Lecce in B), Viviani (poi a Pisa), D’Anna (al Chievo un anno fa), Gennaro ed anche Antonio Esposito (ora al Sorrento). Insomma, un nome adatto per un progetto di giovani come quello di Gambardella. Non trova conferme l’indiscrezione che porta ad Enrico Coscia. SALVATORE DARE
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20 novembre ‘09 |
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