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UN 2009 IN ROSSONERO
Cambiare. Dalla società al campo passando alla panchina. Svolte epocali per il Sorrento, in un 2009 vivace. Per la vittoria della coppa Italia e la salvezza in campionato.
Ma non solo. Anno stupendo per i successi, ma anche con tante difficoltà che, oggi, la squadra deve superare per centrare nel 2010 un’altra salvezza. Guarda caso, verso il nuovo anno, sorgono vecchi sintomi.
Cambiare, sul mercato: sì, il Sorrento lo farà ancora.
CRISI E POLEMICHE Andato via tra le polemiche il ds Pagni, scoppia la grana Ripa. Il bomber non è convocato da Simonelli perché le sirene di Juve Stabia, Taranto, Ternana e Salernitana sono insistenti. Il Sorrento co mincia bene il 2009 battendo in casa il Lanciano. Poi va ad Arezzo e rimedia una scoppola storica. In vantaggio per 3-0, subisce la rimonta sul 5-3. Poi in dieci (espulso Angeli) pareggia (5-5) per poi subire il 6-5 in contropiede al 90’. Rabbia contro l’arbitro (due rigori per l’Arezzo) e stupore. Si naviga sempre a ridosso dei playout, poi al campo Italia il Perugia viene battuto e sembra la svolta. Così il mercato si chiude senza rivoluzioni, proprio come s’era augurato Simonelli. Ripa rimane e si dice “onorato” dell’epilogo, ma i tifosi lo contestano perché voleva la rivale di sempre, la Juve Stabia. Gambardella lo difende: “E’ il nostro acquisto più importante”. Avrà ragione. Via Kras, Botticella, Virtanen, Barreca e Caccavallo. Arrivano Arcidiacono, Hodza e Locatelli. Ma febbrai o è un mese nero. Sconfitta a Terni, con il pari di Lo Monaco annullato nel recupero. Proteste e dossier in Lega. La domenica dopo, ecco il blitz di Pistoia. Gol decisivo di Ripa, che fa pace coi tifosi. Ma la crisi è dietro l’angolo. Il bomber segna con il Foligno, che poi rimonta con una doppietta di De Paula. Sconfitta e contestazione al campo Italia. Simonelli chiede scusa dicendo: “E’ colpa mia”. Intanto, c’è il 2-2 nella semifinale d’andata di coppa Italia con il Foggia. Segna ancora Ripa mentre la finale del Torneo di Viareggio, tra Juve e Sampdoria, finisce con le prodezze, su fronti opposti, di due ragazzi cresciuti nel Sorrento: Immobile in bianconero e Di Leva in blucerchiato. Il patron Castellano gioisce (“Gioia immensa, forse l’ultima…”) e fa intendere che di lì a poco ci sarà il suo addio. Dopo la sconfitta con il Foligno, la squadra va in ritiro a Telese alla vigilia del derby di Benevento. Il Sorrento perde 1-0. Simonelli vacilla, poi viene blindato.
LA SVOLTA Le cose migliorano. A cominciare da Foggia, nel ritorno della coppa Italia. Il Sorrento vince (in rimonta) al 90’ con una prodezza di Myrtaj, guadagnando il pass per la finale tricolore da giocare contro la Cremonese. In campionato, ancora col Foggia, è 0-0. Pari seguito dal successo nel derby con la Cavese. Segna ancora Myrtaj, ma al Lamberti succede di tutto: invasione di campo e Sorrento aggredito. Nicodemo ne paga le spese con tre giorni di prognosi che non gli faranno giocare l’andata della finale di coppa a Cremona (è 0-0). Per la stanchezza, il Sorrento impatta 1-1 al campo Italia con il Potenza e poi perde derby e faccia al Menti contro la Juve Stabia degli ex. Una squadra senza carattere, contestata pure da Simonelli che dice: “La peggiore partita da tecnico del Sorrento”. Una dichiarazione forte, che non fa calmare i tifosi che il Sabato Santo contestano la squadra nella sfida con il Gallipoli: la curva rimane in silenzio. Il Sorrento batte la capolista, con un rigore di Ripa. Sette giorni dopo, altra impresa. Cade anche il Crotone. Decide un altro rigore di Ripa. Il Sorrento vola e, con Giampaolo, il 23 aprile batte la Cremonese e mette le mani sulla coppa Italia. Gambardella conferma Simonelli e annuncia un progetto triennale. La domenica dopo, con il Pescara, è 1-1 con Ripa ancora a segno.
ESTATE CALDA Il Sorrento pareggia con Paganese e Marcianise: è salvezza. Poi perde l’ultima in casa contro il Taranto facendo andare su tutte le furie Gambardella ed Msc che cancellano la crociera premio per il successo in coppa. Ma non solo. Ci sono voci su un riassetto societario. Gambardella dice: “Avremo ambizioni, ma sarà un Sorrento più giovane”. Il 23 maggio l’ufficialità. A Gambardella il 97% delle quote, Castellano va al settore giovanile e lascia dopo vent’anni (così Gambardella jr: “E’ una scelta fatta per il bene del Sorrento. Un domani, lontano, se e quando le strade si divideranno, le quote torneranno automaticamente a Castellano”). Il 6 giugno il Sorrento ingaggia il nuovo ds: Riccardo Di Bari, con Simonelli a Martina, arriva in costiera con un triennale dopo l’impresa con la Pro Patria, giunta ai playoff. Il ds si presenta in pom pa magna: “Farò un Sorrento di prospettiva, che dovrà salvarsi e che fra un paio d’anni dovrà puntare ad obiettivi importanti”. Gambardella prolunga il contratto di Simonelli per altri tre anni. Intanto dà il via per un Sorrento più giovane e chiede l’inserimento nel girone A. Verrà accontentato. Molti senatori salutano, tra cui Ripa che dopo cinque stagioni lascia Sorrento. Vanno sul mercato pure Lo Monaco, Angeli e Fialdini. I primi due trovano l’accordo per rimanere. Con Fialdini, invece, è un tira e molla: è fuori rosa. Tutto ciò mentre il mercato impazza. E’ rivoluzione: “Giusto così, cambiando molto possiamo fare meglio di un anno fa” assicura Simonelli. Ceduto Ripa, il Sorrento prende Paulinho dal Livorno e segue Da Silva, Mancino, Colombaretti, Cardinale, De Paula, Fofana, Di Deo, Micco, Miglietta, Del Core, Lewandowski e Pizzolla.
IL FLOP DI DI BARI E GLI IMPACCI DELL’AVVIO Di Bari fa flop e lascia la squadra incompleta. La piazza rumoreggia, ma il ds si giustifica: “Abbiate fiducia, ci salveremo tranquillamente”. Intanto Fialdini resta e parte il campionato. Pari in rimonta con l’Alessandria e sconfitta a Novara. Il Sorrento fa la voce grossa, batte al campo Italia la Cremonese in una domenica triste per la scomparsa di Mauro Di Maio, un piccolo tifoso rossonero morto per un male incurabile. Come se non bastasse, sette giorni dopo, il patron Gambardella subisce un improvviso malore. E’ ricoverato e poi operato al cuore. Tornerà al campo Italia due mesi e mezzo dopo. Manco a dirlo, il Sorrento non ingrana. Cade ad Arezzo, pareggia in casa con la Paganese e perde a Lumezzane. Di Bari difende il prof: “Andiamo avanti, è presto per emettere giudizi”. Intanto, un’altra notizia tragica. Scompare Antonino Gargiulo, tecnico degli Allievi Nazionali e storico “secondo” di Novelli. Il destino vorrà che sarà proprio l’ex allenatore del Foggia, un mese dopo, ad arrivare in costiera per il dopo Simonelli. Nel derby con il Benevento, la squadra gioca di nervi e vince per 3-2. Ma è fuoco di paglia. Il Sorrento esce in coppa Italia a Cosenza schierando la Berretti, perde a Lecco ed è contestato. Alla vigilia della gara con il Monza, Simonelli spiega: “Non è un esame”. Ma perde ancora.
VIA IL PROF E DI BARI, ECCO NOVELLI E LUPO E’ l’ultima del prof sulla panchina rossonera: si dimette. Gambardella tenta di convincerlo a tornare, poi accetta l’addio e sceglie Novelli, che brucia la candidatura di Camplone, sponsorizzato da un Di Bari in discussione. Il patron, poi, annuncia: “Torneremo sul mercato”. L’esordio di Novelli è negativo: a Foligno si perde. Poi vittoria sul Figline, sconfitta a Varese e pari con il Perugia. Il Grifo segna su un rigore dubbio, il terzo subìto in due partite. Ed il Sorrento sbotta contro gli arbitri. “Ci vuole più rispetto”. Di rigore ne subisce un altro inesistente a Busto Arsizio contro la Pro Patria, ma sconfigge il mal di trasferta, pareggiando 2-2 e strappando il primo risultato positivo fuori casa. Pochi giorni prima è sollevato dall’incarico Di Bari. Il nuovo ds è Fabio Lupo, ex Torino ed Ascoli. In campionato la squadra cambia passo nel gioco, ma non nei risultati. Al campo Italia con il Como è 0-0 mentre firmano, dopo un periodo di prova, l’ex Pisa Feussi ed il senegalese Niang. A Viareggio arriva la prima vittoria in trasferta. E’ 2-0: il Sorrento lascia la zona playout. Ma non dà continuità al blitz, pareggiando in casa con il Pergocrema. Niang è espulso dopo 29’ e la dirigenza continua ad “inveire” contro gli arbitri. Il vento non gira. Il Sorrento perde ad Alessandria la prima di ritorno, l’ultima del 2009. Partita rocambolesca. Artico firma l’1-0, poi pareggia Nicodemo (primo gol in rossonero), al 91’ Fernandez prende il palo e Artico fissa il 2-1 all’ultima azione.
Insomma, un 2009 ricco di colpi di scena e che lascia al Sorrento una missione: riscattarsi. Al varco, poi, c’è un’altra mezza rivoluzione. Chissà che non possa andare meglio… |