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SIMONELLI: "NON E' FATTA" E POI: "ORA SONO PIU' SORRENTINO"
Un abbigliamento insolito per Gianni Simonelli. “Mister, dove deve andare?” qualcuno gli domanda. La risposta è da Simonelli. “Ma qui nessuno preferisce farsi una bella dose di fatti propri?”. Scherza, sorride, dispensa strette di mano. Il 3-0 inflitto alla Pro Patria sa tanto di salvezza diretta. “Avevo terrore di questa partita – ammette l’allenatore del Sorrento – perché incontravamo un buon avversario, con buone individualità. Una squadra che poteva diventare molto pericolosa. Ed invece, siamo stati bravi a giocare con l’atteggiamento mentale giusto. La partita l’abbiamo sbloccata con un episodio, dopo un approccio abbastanza teso. La mia unica preoccupazione, si sa, è sempre e solo dettata dalla mentalità: sotto questo punto di vista, i ragazzi sono stati perfetti e la prestazione lo evidenzia”. Gli fanno notare che l’ex, Ripa, è stato ingabbiato bene. “Ma quale gabbia, mica è un leone – dice con ironia -. Penso che oggi (ieri per chi legge, ndr) si sia avuta l’ennesima riprova che i sistemi di gioco hanno un valore secondario rispetto alle motivazioni. Per vincere è fondamentale l’atteggiamento psicologico e la qualità individuale dei calciatori. Poi ci sono tutte le stupidaggini sui moduli e gli assetti tattici”. Un aggettivo per Paulinho? “Sta facendo cose bellissime – risponde Simonelli –. Rispetto agli inizi ha fatto un salto di qualità nella mentalità. Non era concreto, mentre adesso è cinico e punisce l’avversario al minimo errore. Lo sto schierando prima punta perché ha le caratteristiche giuste per farlo”. Simonelli è contento, ma non vuol sentir parlare di salvezza già acquisita. “La classifica non ci interessa e non ci dovrà interessare fino a quando i numeri diranno che è fatta”. 21 punti in 12 giornate, 5 vittorie nelle ultime 7 partite. Meno male che Simonelli è tornato: “Ci sto mettendo animo e concentrazione – dice -. E poi, rispetto a un anno fa, mi sento legato alla città di Sorrento. L’anno scorso non era così perché commisi un errore grave: venire qui con la puzza sotto il naso”. Domenica agrodolce per l’ex Checco Ripa. Il bomber, prima della gara, è stato premiato con una targa ricordo dai tifosi del Sorrento. Applausi a scena aperta e nessun fischio. Insomma, di meglio non poteva chiedere. Eccetto il 3-0. SALVATORE DARE
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19 aprile 2010 |
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Raggiunge la sala stampa con un lieve ritardo perché, dopo la pioggia caduta per tutta la gara, preferisce la doccia ai taccuini. Non indossa la tuta sociale, ma opta per giacca, maglia nera e jeans.




