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SIMONELLI LO DICE CHIARO E TONDO: "SIAMO COSI', PRENDERE O LASCIARE"
Gianni Simonelli lo sospira sorridendo, stemperando le tensioni di una domenica incredibile. In sala stampa qualcuno gli chiede lumi su come sia possibile una rimonta del genere. Altri domandano al prof dove nascano le sofferenze del Sorrento. Una squadra che segna tanto, subendo però troppo. Il 4-3 sull’Alessandria è la cartina di tornasole di un’intera annata “Il Sorrento è proprio questo, nel bene e nel male – sottolinea Simonelli -. Facciamo gol a grappoli e ne prendiamo molti. Bisogna accettare il nostro destino e andare avanti. Con l’Alessandria si è visto di tutto. Sul 3-3, avremmo potuto anche prendere il quarto gol, invece siamo stati protagonisti di una grande rimonta. A volte – continua Simonelli - la squadra è come se pigiasse un pulsante, come se di colpo inserisse il pilota automatico investendo con ardore ogni ostacolo. Tutto, lo ripeto, dipende dalla testa, prima che nel modulo”. Simonelli è felice anche perché dopo un periodo negativo “la squadra si è ritrovata – spiega il tecnico -. Era una partita importante e alla vigilia si respirava un po’ di tensione. La squadra aveva cominciato pure bene, poi subìto l’1-0 ha sofferto un po’. Preso il raddoppio, è arrivato il gol con Paulinho. Poi, sul finire di primo tempo, il 3-1 dell’Alessandria. Una situazione che avrebbe decapitato chiunque, ma non questo Sorrento. Nella ripresa, la squadra ha fatto una prestazione di grande spessore tecnico, tattico, fisico ma soprattutto mentale”. Senza dimenticare Corsetti, uno stantuffo. “E’ stato bravissimo – commenta Simonelli -, un giocatore su cui puntiamo molto. Domenica era in tribuna, con l’Alessandria invece ha risposto alla grande sul campo nel momento della necessità”. Il prof trova pure le cause della “crisetta” dell’ultimo mese: “Ci siamo trovati a dover fare i conti con la delusione del Gubbio, che ci ha distanziati di molto dopo averci tolto la testa della classifica in un momento in cui pensavamo di non essere inferiori a nessuno. Ad un certo punto – continua Simonelli - abbiamo creduto che con il minimo sforzo potevamo restare lì, in scia della capolista. Invece, sono iniziati i problemi: mentali, non tecnici. Ora, siamo legittimati a guardare avanti con più fiducia”. FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO |
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“Siamo fatti così, prendere o lasciare. Non ci possiamo far nulla”.




