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SIMONELLI: "LA SFORTUNA NON E' UN ALIBI"
Gianni Simonelli lo scandisce con fermezza, convinzione, umiltà. La scoppola di Como è dura da digerire e fa riflettere il Sorrento. Dopo la vittoria sul Monza, si attendeva una svolta risolutiva anche lontano dal campo Italia. Che non c’è stata. “Peccato – sottolinea l’allenatore rossonero – perché avremmo sicuramente potuto fare meglio. Dopo l’1-1 la squadra ha giocato con personalità sfiorando anche il gol del vantaggio. Esposito però ha preso il palo e qualche attimo dopo è stato espulso. Il calcio, purtroppo, è fatto così”. Rosso severo o espulsione giusta? “Non lo so – risponde Simonelli -. E poi non mi permetto mai di giudicare l’operato dell’arbitro. Sicuramente, rimanere in 10 uomini contro un Como così vivace ci ha reso la vita ancora più difficile. Ma al di là di tutto e di ogni episodio, si doveva sicuramente fare qualcosa di meglio”. Insomma, il messaggio è forte e chiaro. “Non possiamo aggrapparci alla sfortuna. La malasorte non è un alibi – continua il tecnico rossonero -. Potremmo dire di aver preso l’1-0 con l’ennesimo episodio sfortunato come l’autorete di Terra, potremmo dire di essere stati vicini al gol del vantaggio col palo di Esposito, potremmo dire che l’inferiorità numerica è stata determinante, ma le cose non stanno solamente così: sarebbe assurdo pensarlo. Abbiamo perso perché il Como ha giocato veramente bene sfruttando con cinismo le proprie occasioni”. Una sola vittoria nelle ultime 5 partite. Ma guai a pronunciare a Simonelli la parola crisi. “La squadra è viva, determinata e non ha mai mollato – precisa il tecnico del Sorrento -. In inferiorità numerica non si è data per vinta. Anzi, ha combattuto su ogni pallone. Dopo aver segnato il 3-2 avremmo anche potuto pareggiare. Qualche potenziale occasione l’abbiamo avuta, ma non è andata per il verso giusto”. Simonelli non fa giri di parole: “Abbiamo avuto qualche difficoltà soprattutto in avvio di partita – dice il professore -. Subìto l’1-0 sull’autorete, alla distanza ci siamo però ripresi arrivando anche a pareggiare. In quel momento – continua l’allenatore rossonero – la squadra ha cercato di tenere alta l’intensità del gioco, puntando al raddoppio. Purtroppo, però, siamo rimasti in 10 e da quel momento in poi tutto è diventato molto più difficile, anche sotto il profilo psicologico”. Una caduta, quella di Como, che manda definitivamente in frantumi il sogno di acchiappare il Gubbio capolista. “Io e la squadra abbiamo sempre e solo pensato a vivere alla giornata – premette Simonelli -. Siamo in zona playoff e dobbiamo consolidare la nostra posizione, andando avanti con fiducia e determinazione, carica agonistica ed intensità emotiva”. FONTE METROPOLIS QUOTIDIANO |
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