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IL PROF: "COL CUORE, SI PUÒ..."
“E’ proprio conciato così che vado a fare jogging in giro per la città” scherza Gianni Simonelli. Il professore è entusiasta per il successo sulla Spal, una vittoria che proietta il Sorrento al secondo posto. “Questa squadra – sottolinea l’allenatore – mi stupisce sempre di più. C’è una disponibilità al sacrificio che viene dal profondo del cuore: per me è l’aspetto davvero fondamentale, che sorvola sul resto. Se ci sarà sempre questo spirito, qualcosa di buono faremo. Sarò ripetitivo, ma la tecnica e la tattica vanno in secondo piano. E’ la mentalità giusta la cosa più importante per una squadra. Con questo atteggiamento psicologico, si può superare l’amarezza contingente nel minor tempo possibile, per mettersi al servizio del gruppo”. Chiaro il riferimento all’ennesima partita in cui il Sorrento è stato costretto a rincorrere. Simonelli, poi, sorvola sulla classifica (“Non so nulla”) e inizia anche a distribuire battute: “Che cosa devo fare con questo microfono? Devo cantare?” chiede ai giornalisti che poi invita a non fargli più domande. “Dite tutto voi: facciamo così, quello che scrivete è come se l’avessi detto io. Avete carta bianca. Virgolettate ciò che volete…farmi dire”. Poi ride e sospira. Simonelli, nei fatti, è profondamente provato perché ha sofferto “in una maniera incredibile – continua il tecnico rossonero -. Ma ormai dobbiamo abituarci: è scritto nel nostro destino che bisogna vincere in questo modo. E’ la terza volta, in casa, che rimontiamo un iniziale svantaggio. Dal mio canto, sono disposto ad accettare la sofferenza, a patto di vincere ancora. Eppure abbiamo fatto molto bene anche in difesa, ci sono state tantissime occasioni da rete e la squadra ha messo in difficoltà l’avversario. E’ stata una buona gara sotto il profilo tecnico, sotto quello mentale invece ho visto tanta tenacia. La squadra ha sofferto insieme, fianco a fianco, senza mai perdere la concentrazione”. Al secondo posto dietro la Salernitana ma in condominio con il Gubbio, Simonelli esalta la sua truppa: “La storia dice – conclude il professore – che questo Sorrento può risolvere la partita in qualsiasi momento. Mi auguro che si continui così. I cambi azzeccati? Qui sono tutti all’altezza della situazione. Per fare la formazione provo dolore pensando che in campo ne posso mandare solamente undici…”. |
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Arriva in sala stampa ancora con quella “antipatica” casacca verde che l’arbitro, nel secondo tempo, gli ha imposto di indossare sopra la polo nera.




