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NON CAMBIATE CANALE, C'E'...
Il calvario è quasi finito. E la maschera di Spiderman è pronta nuovamente all’uso. I portieri di IL CRACK DI TRIESTE Poco più di due mesi: tanto è durato lo stop per il bomber del Sorrento. Adesso, la maledetta notte di Trieste di metà agosto è solo un flash. Un brutto ricordo che ha messo ko l’ariete di Battipaglia per l’ennesima volta ma che, per assurdo, ha gettato le basi per un Ripa nuovo, nella mente e nel corpo. E’ la ripresa della sfida con la Triestina. Sotto per 1-0, il Sorrento prova l’impresa che, al 75’, diventa utopia. All’improvviso, l’attaccante salta per prendere palla. Un contatto col triestino Petras lo scaraventa giù, a corpo morto sull’erba del Nereo Rocco. L’impatto è di quelli duri ed il braccio destro fa crack: le urla si sprecano. Trasportato all’ospedale, il colpo basso: frattura scomposta del radio e lussazione completa del gomito. Qualcuno parla di tre mesi fuori, chi di quattro. Fatto sta, che pochi giorni dopo Ripa viene operato. E con Biancone out per noie muscolari, il ds Pagni corre ai ripari acquistando Myrtaj dall’Arezzo. LA MALASORTE La riabilitazione è lunga, per certi versi pure noiosa. Il bomber, agli inizi, si fa prendere dallo sconforto. Un dolore forte e non solo fisico. Per la seconda stagione consecutiva, infatti, Ripa è costretto ad alzare bandiera bianca poco prima di cominc L’IMPORTANZA Poi l’estate porta con sé il caos dirigenziale e la voglia di cambiare aria. Un desiderio che lentamente scema, cancellato con un gesto semplice quanto significativo. La società rossonera, per il lancio della campagna abbonamenti, mette il bomber in locandina. Annesso lo slogan “Ripa…rtiamo!”. Lui è contento: “E’ una cosa che mi rende felic VOGLIA DI ‘RIPA…RTIRE’ Adesso Ripa lavora col gruppo da un paio di settimane, con entusiasmo e sana cattiveria agonistica perché sa bene che, per far riparlare di sé, deve dimostrare che quel killer infallibile d’area di rigore è tutt’altro che acqua passata. A vista d’occhio, pare che possa essere così anche perché, scorgendolo da lontano, somiglia a quel Ripa di due anni fa. Non è un caso che ha sudato per ore in palestra, perdendo peso e riguadagnando quella muscolatura potente, massiccia e nel contempo adatta a consegnargli velocità nel breve. Caratteristiche, queste, fondamentali per un bomber deciso a ‘Ripa…rtire’. E nel migliore dei modi. SALVATORE DARE
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23 ottobre ‘08 |
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iare a giocare. L’estate scorsa fu fatale il ritiro di Assisi. Dopo la promozione in C1 ed il titolo di capocannoniere conquistato con 23 centri, c’è la corte serrata del Messina. Il Sorrento e Ripa decidono di comune accordo di proseguire mano nella mano, rinnovando il contratto per tre anni. Tutti ad attenderlo al varco, per capire se il bomber può davvero sfondare. Qualcosa, però, va per il verso storto. Ripa si stira in continuazione e sta fuori fino a novembre. Il rientro coincide con l’avvicendamento in panca da Provenza a Morgia. Pian piano, il centravanti riacquisisce fiducia senza però ritrovare il feeling col gol. Alla fine, sono solo 3 le reti messe a segno (in 18 presenze), tutte di pregevole fattura e, soprattutto, pesanti. Al 93’ di Sorrento-Crotone, svetta su uno come Ogbonna, ora nei ranghi del Torino in A, siglando un insperato 1-1. Poi, a Perugia, arriva una volèe vincente che timbra il blitz. Dulcis in fundo, al Campo Italia, fa un gioco di prestigio sui difensori del Taranto, Migliaccio e Pastore, firmando il 2-2 al 1’ di recupero.
e - rivelò -. Sono convinto di poter far bene: rispetto ad un campionato fa, ho svolto tutta la preparazione coi compagni. Voglio dimostrare chi è il vero Ripa in un Sorrento più forte di prima”. Uno scorcio lo si ammira nella ‘sgambatura’ col Castelsardo nel primo turno di Coppa Italia Tim: finisce 3-1, lui segna e dispensa assist a quantità industriali. Pagni (“E’ fortissimo, ha le qualità per giocare in categorie superiori” dirà di lì a poco) e il tecnico Simonelli se lo coccolano (“Ha grandissime potenzialità, non le deve disperdere: è un calciatore importantissimo” afferma a caldo dopo la gara) così come fa la tifoseria, che lo accoglie come una stella quando, col braccio appena rimesso in sesto, giunge inatteso al Parco Ibsen per la presentazione del nuovo corso tecnico-societario.




