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AGNELLI, QUANDO IL GOL E' UN ATTO DI FEDE

Cristian Agnelli oggi compie ‘solo’ 23 anni, ma in campo è un veterano. Pare uno di quei volponi che hanno nelle gambe 300 gare tra i professionisti e che, con la giusta faccia di corna, sanno che sono così forti da poter piazzare, in qualunque momento, la stoccata risolutiva. Ha un fisico da soldatino (174 cm per 70 kg) che mal si concilia con l’aggressività e l’istinto di un tigrotto che sa cacciare la sua preda.

Fuori dal campo, la fa da padrone quell’aria da sbarazzino, accentuata dai tratti somatici sì semplici, ma propri di un ventenne. Da calciatore, Agnelli sa bene che deve migliorare. Una maturazione tecnica non troppo lontana, che sul profilo umano è già cosa fatta. E’ un bravo marito che dalla sua Miriam, due anni fa, ha ‘ricevuto’ in dono il piccolo Gerardo. Fa una vita tranquilla Agnelli, uno che in silenzio ha saputo colpire il cuore dei sorrentini. Il mediano che Simonelli voleva fortemente in estate dopo la grande annata, vissuta fianco a fianco, a Benevento, sta scalando rapidamente i gradini che portano ad una grande carriera.

E’ piaciuto a tatto, anche per l’umiltà di uno che crede profondamente in Dio e che porta, sotto i calzettoni, la testimonianza della sua fede (sui parastinchi ha scritto ‘Padre Pio proteggimi’). L’avvio di campionato, proprio per Agnelli, è stato splendido. A Perugia si è saputo incuneare tra due baobab come Pagani e Benassi mettendoci la testolina, griffando il vantaggio di una sfida quasi da ‘dentro o fuori’. Domenica con la Ternana, invece, ha dato prova di coraggio, sigillando all’86’ il 2-2 con un Ginestra in uscita fiondatosi su quei piedi tanto feroci così ‘puliti’. Sarebbe potuta andare meglio, se all’esordio di Pagani, con l’Arezzo, La Vista non gli avesse tolto il controllo della sfera dal destro, pronto a trafiggere Marconato in area piccola. Insomma, Agnelli scintilla e ‘fa onde’. Ed il pallino della serie A, assaggiata in estate nel ritiro col Lecce, non è poi destinato a rimanere una chimera. E’ nato a Foggia, ha tirato i primi calci nei Pulcini della Pirazzini. Poi la lunga trafila coi satanelli e l’esordio in C2 contro il Sant’Anastasia a fine maggio del 2002. Due mesi dopo, l’occhio lungo dell’allora ds del Lecce Corvino lo nota, reclutandolo. Gioca nella Primavera giallorossa di Rizzo: col quattro sulle spalle vince pure uno scudetto, battendo l’Inter di Martins e conquistando il premio di miglior giocatore della fase finale. Così, arrivano le chiamate azzurre delle Nazionali giovanili (10 gare nell’under 18) ed i prestiti in B al Verona e al Catanzaro (45 gare). La svolta è dietro l’angolo, a pochi chilometri da Sorrento. Guarda caso, con la maglia della Juve Stabia, tanto rivale dei rossoneri. In C1 e a 20 anni, Agnelli luccica, mettendo in risalto non solo l’affinità con la porta (4 marcature quelli totali), ma soprattutto attributi da ‘big’. Al Menti, contro il Napoli, sigla il 2-0 dopo un ‘coast to coast’ di cinquanta metri. Il colpo grosso, però, lo mette a segno ad Acireale. E’ il 96’, con le vespe con un piede e mezzo in C2. Una botta rabbiosa dal limite, timbra il decisivo 1-1 che salva la categoria e, forse, il futuro della società gialloblù: delirio. L’annata successiva la passa con giudizio alla Salernitana. Niente di speciale se quelle 27 presenze si comparano all’incontro con Simonelli di dodici mesi fa. Al Benevento, probabilmente, Agnelli è pure più prezioso dei vari Clemente, Gori, Imbriani e Castaldo: il motorino di Foggia si tempra e conquista il salto in terza serie da assoluto protagonista. Proprio il professore di Saviano, poche ore dopo la firma col Sorrento di fine giugno, avanza al ds Pagni la sua candidatura per la mediana. Il Lecce nicchia, dice ‘no’ come con la stessa Juve Stabia che voleva riportarlo alle falde del Faito. A fari spenti, Pagni prosegue a tessere i fili del negoziato. Fatto sta, che il 28 agosto scorso e dopo tante telefonate, Agnelli arriva per davvero, consegnando al Sorrento un tassello allora definito ‘importante’, ma adesso definibile ‘fondamentale’. E scusate se è poco per uno che stamane compie 23 anni…

 

 

SALVATORE DARE

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23 settembre ‘08

 
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