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GIAMPAOLO-RASTELLI:
UN DERBY, UN RUOLO, DUE GIOVANOTTI...
Federico Giampaolo e Massimo Rastelli: uno classe 1970, l’altro 1968. Sbirciando le carte d’identità parrebbe un po’ strano, quasi aleatorio, definirli due “giovanotti” ruspanti. Ma l’età, nel calcio, conta fino ad un certo punto. Di esempi ce ne sono fin troppi. Oggi si pensa ad uno come Maldini, ancora fondamentale nel Milan. Ieri al Zoff capitano della Nazionale Campione del Mondo a 40 primavere. Non è sempre detto che una volta varcata la soglia dei 35 anni, un giocatore debba ormai salutare la compagnia ed appendere le scarpe al chiodo. Se c’è la voglia di sacrificarsi, se c’è l’entusiasmo di quando si tiravano calci ad un pallone nei campetti di periferia, se c’è una vita da professionista, se al tramonto l’unico pensiero è quello di riposarsi, allora l’età è un qualcosa di meno importante. Juve Stabia-Sorrento è un derby che offre tanti spunti. Forse troppi, forse no: se ne sentono di tutti i colori. Fatto sta che in campo, lì in avanti dove il pallone scotterà per davvero, s’opporranno due modi diversi di giocare a calcio, con due attaccanti così simili quanto distanti. Due varianti viventi del ruolo della seconda punta. Nei momenti di difficoltà ci si aggrappa anche alla loro saggezza, alla loro esperienza, ai loro consigli, alle loro invenzioni.
Rastelli è il capitano della Juve Stabia ed è un ex ripudiato, Giampaolo invece è uno dei senatori più apprezzati del Sorrento di Simonelli. In campo, probabilmente, si vedranno da vicino solo al fischio d’inizio. Poi, ognuno per la sua strada, alla ricerca di un gol pesante per riprendere la volata verso la salvezza. “Rastelli l’ho incontrato parecchie volte da avversario – ricorda Giampaolo –. Non abbiamo mai giocato assieme, ma lo ricordo bene già negli anni ’90 quando faceva faville nella Lucchese. Un giocatore importante, molto forte, capace di fare la differenza in qualsiasi momento. Ad oltre quarant’anni, corre ancora come un ragazzino dando l’esempio ai più giovani. E pensare che da poco ha recuperato per un infortunio grave. Ora sta bene, davvero complimenti. Anche io, però, alla mia età ho tanto entusiasmo. Fa piacere che lo dimostro in campo”. Uno è nato come ala pura, l’altro è da sempre un attaccante rapido col vizio del gol (116 tra A, B, C1 e C2). Fatta la somma, ecco il totale: due punte differenti. “Rastelli è un assistman – dice Giampaolo -, una sorta di chiave di volta del gioco della propria squadra. E’ il raccordo fra centrocampo ed attacco. Io, invece, agisco più vicino al centravanti, puntando verso la porta anche se spesso arretro il raggio d’azione. Chi avrà la meglio? Con tutto il cuore, spero io…”. Giampaolo introduce il derby “vero”, quello undici contro undici. Juve Stabia ultima con l’acqua alla gola, Sorrento chiamato ad una risposta dopo il pari interno col Potenza (1-1, gol proprio di Giampaolo). Prima c’è una premessa sulla vespe: “Vengono da sei sconfitte consecutive e dalle forti contestazioni della tifoseria: un momento negativo. Cercheranno di giocare la partita della vita per sventare la minaccia della retrocessione diretta. L’ambiente mette pressione ed esige una svolta. Una bruttissima gatta da pelare per noi, giocheranno con una carica agonistica davvero forte. Psicologicamente non è una situazione facile per loro, ma bisognerà stare molto attenti. Rispettiamo molto la Juve Stabia”. Poi una “chiamata alle armi” rivolta ai suoi: “Nessuno si sogna di affrontare una squadra spenta o, addirittura, una gara dalle difficoltà minori del solito. Tutt’altro. E’ un derby che qui sentono tutti e si deve dare il massimo. Abbiamo fame di punti, i playout sono ancora troppo vicini. Ci vorrà grande concentrazione e tanta determinazione. E poi, non abbiamo dimenticato la sconfitta dell’andata. Sono comunque tranquillo. La squadra ha la testa giusta, è pronta ed ha i suoi equilibri, tattici e mentali. Per il Sorrento è una partita stimolante”. Niente lo distoglie dal derby che si giocherà in campo. Né l’umiliazione dei colleghi gialloblù rimasti in mutande per volere dei tifosi al ritorno dalla sconfitta di Pistoia ed oggetto di manifesti mortuari alla ripresa degli allenamenti, né il folto manipolo degli ex ora nelle fila stabiesi. L’ultima parola, Giampaolo la spende sui propri tifosi impossibilitati a seguire il Sorrento al Menti per un divieto imposto dal Casms che fa discutere: “Un vero dispiacere, in tanti anni di calcio non ho mai apprezzato un pubblico così civile e corretto come quello rossonero. Non è calcio – conclude -. Speriamo di regalargli una vittoria”.
SALVATORE DARE
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1 aprile ‘09
(foto Rastelli, www.stabiachannel.it) |