|

BOMBER RIPA SI RIPRENDE IL SORRENTO
Nelle grandi storie d’amore, e si sa, ci sono sempre degli alti e bassi. Quando tra due partner le cose non vanno troppo bene ed è difficile convivere con una realtà differente da una prassi consolidata negli anni, si parla spesso di pausa di riflessione. C’è chi invece forza un po’ la mano, bollando come rottura un’intesa che perde inevitabilmente colpi col passare del tempo. La verità, però, sta quasi sempre nel mezzo. Lo sanno bene Francesco Ripa ed il Sorrento, da quattro stagioni e mezzo assieme, mano nella mano su e giù per i campi d’Italia. Quante volte, negli ultimi mesi, si è sfiorato l’addio? Tante, troppe. Tra notizie, ammiccamenti, presunti tradimenti e voci, una certezza c’è. Al momento di salutarsi, sia da una parte che dall’altra, è affiorato un pensiero che ha sparigliato le carte. “Perché dividersi?”. E così via, ancora insieme, per i colori rossoneri.
Certo, qualcosa è successo ed è innegabile, ma fa parte del passato ed oggi non conta. La verità è un’altra, vedendo i responsi del rettangolo verde: Ripa si è ripreso il suo Sorrento, il Sorrento si è ripreso il suo Ripa. Il bomber ha risposto presente a suon di gol e, soprattutto, con uno spirito emotivo diverso dal solito. L’etichetta di “egoista” che aleggiava sul suo conto è stata sconfessata da prestazioni positive non solo sul profilo realizzativo, ma anche su quello morale. Non ci si riferisce solamente ai particolari di campo, come il pressing portato sul regista avversario nella propria metà campo o, meglio ancora, ad una diagonale difensiva ricoperta alla perfezione. Ripa è più maturo. Il suo lavoro, in fondo, è semplice: segnare. Al bivio decisivo della stagione del Sorrento, con la salvezza tutta da guadagnare, è salito sugli scudi, a modo suo. Due gol dal dischetto alle leader del campionato, Gallipoli e Crotone. Due vittorie fondamentali per scacciare via i fantasmi dei playout. Il timbro da bomber, per la verità, l’ha riservato anche al Pescara, con un gol da centravanti di razza. Spunta una sottile amarezza, perché se Vitale non avesse trovato il coniglio dal cilindro per l’1-1 ad una manciata di minuti dal termine, c’erano altri tre punti a sua firma (terza rete consecutiva). I meriti del rilancio del bomber, sia chiaro, vanno ascritti anche alla società e all’allenatore. I presidenti, Castellano e Gambardella, più volte hanno dato prova di credere in lui, tenendo duro alle offerte e gestendo al meglio il corso delle cose. I momenti che lo testimoniano sono un paio. Il primo: nel bel mezzo del riassetto societario estivo e con qualche corteggiatore alla finestra, ecco il motto “Ripa…rtiamo!”, con l’esultanza del bomber a campeggiare sulla lo candina della campagna abbonamenti. E’ più significativo lo scorso mese di gennaio. Salernitana, Ternana e Taranto vogliono Ripa. “Vale mezzo milione di euro” è la risposta della dirigenza. Ripensandoci adesso, è stato il miglior modo per blindarlo e dargli l’ennesima dimostrazione di stima. All’ultim’ora si fa avanti la Juve Stabia, che forse scottata dall’esiguità di chi faceva parte del blocco rossonero che in estate aveva sposato il progetto gialloblù, si dichiara pronta ad accaparrarselo. Castellano e Gambardella dicono “no”, usano il pugno di ferro e lo definiscono “il vero colpo di mercato del Sorrento”. Vedendo i risultati di oggi, è indubbio che sia così. Chi ha contribuito alla rinascita di Ripa è anche Simonelli. Non ha mai alzato i toni, l’ha lasciato fuori quando la situazione era ingarbugliata e, cosa davvero fondamentale, l’ha trattato da giocatore normale e non come la stella della squadra. Ecco, questo è il grande merito del “professore”. Simonelli è stato bravo perché gli ha fatto assaporare un calcio differente. Un calcio non da star, ma fatto pure di panchina. Insomma, il modo migliore per forgiare un talento. E’ una coincidenza che ora Ripa sia più determinante e meno individualista? No, grazie.
SALVATORE DARE
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
28 aprile ‘09 |