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LA VISTA, IL PICCOLO ROMANO... "SONO PRONTO PER L'AREZZO"
Quando sai dare del tu ad un sfera di cuoio, poco conta quanto sei alto. Giorgio La Vista è arrivato in punta di piedi dal Perugia, ben sapendo che potrà essere il vero valore aggiunto del Sorrento di Gianni Simonelli. “Ho accettato la proposta senza alcuna remora – precisa -. Sono approdato in una grande società che negli ultimi anni ha ottenuto sempre risultati notevoli. Già dai primi giorni trascorsi assieme ai nuovi compagni, ho capito che c’è un bel gruppo, formato da giocatori importanti. La concorrenza è forte, come d’altronde lo è in tutte le squadre che hanno progetti ambiziosi. Qui a Sorrento ci sono ed è anche per questo che ho deciso, con entusiasmo, di vestire di rossonero”.
ASCOLI TAPPA FONDAMENTALE E’ cresciuto, anche come uomo, ad Ascoli. In bianconero ha mosso i primi passi nel calcio che conta e nel ’99, dopo 45 presenze in tre anni di C1, passa alla F
ermana in B: va tutto storto. La mesta retrocessione e le accuse rivoltegli da una piazza che gli contesta pure il legame con Ascoli (la rivalità con Fermo è accesa) invece che deprimerlo, lo gasano. La Vista non pensa ai malumori, è conscio del suo valore e, soprattutto, ha voglia di riscattare, proprio a Fermo, l’annata precedente intralciata anche dal servizio militare che l’aveva privato di energie ed allenamenti.LA SVOLTA I tempi erano destinati a cambiare. La Vista diventa un idolo, in due stagioni trascina la Fermana alla permanenza in terza serie e griffa 11 gol in 56 partite. L’estate del 2002 è entusiasmante: lo cerca l’Udinese ed il Perugia di Serse Cosmi. “No, grazie” la risposta, voleva l’Ascoli e ci ritorna subito. E questa volta in B. L’avvio non è dei migliori, la caviglia destra gli si gira e sta fermo per un po’. La Vista poi recupera, ma si ci mette pure la panchina, con Di Venanzio e Lavecchia titolari al suo posto. La svolta, tanto attesa, è dietro l’angolo. E’ la sera del suo 24° compleanno, al Del Duca c’è lo scontro salvezza col Catania. La Vista è in tribuna: nel risc
aldamento Di Venanzio si rompe, Pillon getta il "piccolo romano" nella mischia dal primo minuto ed è show puro. Da peperino timbra l’1-0 in mezza rovesciata per poi procurarsi il rigore del raddoppio, trasformato dal portiere Cejas. Finisce 2-1: delirio, gioia e presupposti di una carriera d'alto profilo che, prima di altre 35 gare e 6 gol in bianconero (ancora in B), conosce altre tre stagioni tra i cadetti passando dalle parti di Bari e Pescara (92 gettoni e 3 reti).JOLLY Può giocare un po’ ovunque ed in qualsiasi modulo. Nella Primavera dell’Ascoli di Sandro Tiberi spesso faceva il regista. Altrove lo si è visto lungo gli esterni (a destra o a sinistra è indifferente) o a ridosso delle punte, nelle vesti di trequartista. “Faccio della rapidità negli spazi brevi uno dei miei pezzi forti – sottolinea proprio La Vista -. Sono mingherlino, veloce e mi piace dare qualità alla manovra. Simonelli è il top in questa categoria e non c’è bisogno di dire che sono a sua completa disposizione. Dove vorrà schierarmi, lì giocherò”.
VECCHI AMICI L’anno scorso era in C1, al Perugia: per un soffio, o per meglio dire, per un semplice tap-in sbagliato dal neo rossonero De Martis al 95’ nel ritorno della semifinale playoff con l’Ancona dell’altro volto nuovo costiero, Jimmy Fialdin
i, non conquistò lo sp areggio per la promozione in B. “Eh sì – ricorda -. Peccato non essere riusciti a passare il turno. A Perugia, comunque, ho vissuto una buona stagione, giocando con Angeli e lo stesso De Martis. Sono contento di ritrovarli al Sorrento, così come Spadavecchia e Strambelli che erano con me al Bari”.MOTIVAZIONI In estate, si è allenato duramente da solo, da svincolato. “Questo non è un problema – ribatte il centrocampista -. Fisicamente sto benissimo, così come con la testa. Ho una gran voglia di far bene e di poter contribuire al raggiungimento di traguardi prestigiosi. C’è un ambiente sano e semplice: proprio come piace a me”. E domenica pomeriggio, a Pagani, ci sarà l’Arezzo: “Io sono pronto a scendere in campo, poi sarà il mister a decidere. E’ importante il collettivo, non il singolo. Ed è per questo che dobbiamo riscattarci subito dalla sconfitta di Lanciano”. Insomma, carattere e muscoli: meno male che è un “piccolo romano”…
SALVATORE DARE
4 settembre ‘08 |
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Ha molti soprannomi. In tanti, lo chiamano da sempre il “piccolo romano” ma, ad Ascoli, per le giocate di stampo carioca e l’allegria che sa infondere con un lampo nel torpore di una partita stagnante, fu ribattezzato come “Jorginho”. Non è un fusto (è alto
ermana in B: va tutto storto. La mesta retrocessione e le accuse rivoltegli da una piazza che gli contesta pure il legame con Ascoli (la rivalità con Fermo è accesa) invece che deprimerlo, lo gasano. La Vista non pensa ai malumori, è conscio del suo valore e, soprattutto, ha voglia di riscattare, proprio a Fermo, l’annata precedente intralciata anche dal servizio militare che l’aveva privato di energie ed allenamenti.
aldamento Di Venanzio si rompe, Pillon getta il "piccolo romano" nella mischia dal primo minuto ed è show puro. Da peperino timbra l’1-0 in mezza rovesciata per poi procurarsi il rigore del raddoppio, trasformato dal portiere Cejas. Finisce 2-1: delirio, gioia e presupposti di una carriera d'alto profilo che, prima di altre 35 gare e 6 gol in bianconero (ancora in B), conosce altre tre stagioni tra i cadetti passando dalle parti di Bari e Pescara (92 gettoni e 3 reti).
i, non conquistò lo sp
areggio per la promozione in B. “Eh sì – ricorda -. Peccato non essere riusciti a passare il turno. A Perugia, comunque, ho vissuto una buona stagione, giocando con Angeli e lo stesso De Martis. Sono contento di ritrovarli al Sorrento, così come Spadavecchia e Strambelli che erano con me al Bari”.




