HOME arrow SPECIALE CALCIATORI arrow PAULINHO O PAULINO? IL BRASILIANO FRA I GOL E IL DIALETTO NAPOLETANO
venerdì 10 febbraio 2012
Menu principale
HOME
Contattaci
Calcio Mercato

Squadra
ORGANIGRAMMA
STAFF TECNICO
Stagione 2011/2012
News Rossonere
LE PARTITE ROSSONERE
SALA STAMPA '11 - '12
COPPA ITALIA
INTERVISTE
Calcio Mercato 2011/2012
Speciali
SPECIALE CALCIATORI
SPECIALE GIOVANI
SOTTO L'OMBRELLONE
CALCIO D'ESTATE
Stagione 2010/2011
News Rossonere
LE PARTITE ROSSONERE
SALA STAMPA '10-'11
COPPA ITALIA
INTERVISTE
FOTO GALLERY
Calcio Mercato 2010/2011
Stagione 2009/2010
News Rossonere
LE PARTITE ROSSONERE
SALA STAMPA '09-'10
COPPA ITALIA
INTERVISTE
FOTO GALLERY 2009/2010
Calcio Mercato 2009/2010
Stagione 2008/2009
News Rossonere
LE PARTITE ROSSONERE
SALA STAMPA '08-'09
COPPA ITALIA
INTERVISTE
FOTO GALLERY 2008/2009
Il Punto Del Campionato
EDITORIALE
Calcio Mercato 2008/2009
Archivio Stagione 2007/2008
LE PARTITE ROSSONERE
COPPA ITALIA
CALCIO D'ESTATE
News Rossonere
INTERVISTE
IL PAGELLONE
FOTO GALLERY 2007/2008
A MENTE FREDDA
Il Punto Del Campionato
Links



PAULINHO DRIBBLA TUTTI...

TRANNE IL DIALETTO:

"PRIMA I GOL, POI IL NAPOLETANO!"

Se al campo Italia uno dicesse Paulo Sergio Bettanin, ovvero quel che comanda l’anagrafe di Sao Domingos do Sul dal 20 gennaio 1986, non tutti capirebbero di chi si sta parlando. Un esempio? Un lunedì di fine luglio c’è il suo arrivo dal Livorno. “Abbiamo preso Bettanin” dice un tifoso rivolgendosi al consueto capannello di fedelissimi di stanza a via Califano. Sguardi interrogativi. “E chi è?” la risposta in coro. Ci siamo capiti… I brasiliani sono famosi per tante cose. La capacità di ritoccare nomi e cognomi è roba loro. Nella sua semplicità è un’arte e poco conta se qualcuno sostiene che sia una prassi derivata dall’alto tasso di analfabetismo.

Da quest’altra parte dell’Oceano atlantico è un’arte presa a prestito pure per glorificare qualcuno che brasiliano non lo è. Una cosa che capita nel calcio. Lui, per la verità, sa giocare a pallone e bene al di là del suffisso “inho”. A Sorrento nessuno se ne importa se in realtà Paulinho non è il suo “vero” nome. Lo chiamano tutti così. Anzi, lo chiamerebbero tutti così. Qualcuno non lo fa. Per qualcuno è “Paolino”. Niente a che vedere con Teocoli e l’imitazione di Cesare Maldini. Il qualcuno è un laureato in Lettere classiche che ha il piacere di stare appresso a moduli e tattiche da lustri. Uno che ha l’etichetta di professore. Il riferimento è chiaro. Vi immaginate se uno bollasse Simonelli con “professorinho”? Meglio evitarlo, proprio come lui stesso evita i brasilianismi. Per il prof è Paolino, un modo carino per coccolarsi il colpaccio del suo Sorrento. “Qualcuno me l’ha fatto notare – spiega Paulinho -, ma io bado solo a seguire le lezioni in campo del mister. Simonelli è bravissimo perché meticoloso e motivato. Poi stempera la tensione con ironia ma…”. Ma c’è un ma. Paulinho non capisce, ancora, il dialetto napoletano. Simonelli è tipo che dirige la squadra con grande carica. E quando l’attenzione cala partono le “cazziate”. “Vuje durmite! Scetammece!”: era la terza volta consecutiva che uno schema su corner andava male, il martedì dopo il 2-2 con l’Alessandria. Tutti fermi in silenzio. In una pausa, poi, Paulinho va dai compagni: “Che ha detto il mister?”. “Presto riuscirò a comprendere il dialetto – assicura il fantasista -, ma è un dettaglio. A Sorrento ci sto alla grande, pare che sia qui da anni. Nessuna distrazione però perché Simonelli chiede umiltà e spirito di sacrificio. Solo così si fa bene. La nostra forza morale è venuta fuori con la Cremonese. Ora non dobbiamo fermarci. C’è stato pure il bel gioco, ma va in secondo piano. Conta il gruppo, che è spettacolare. Vanin me l’aveva detto”. Sì, c’è un’altra lingua che tiene banco dalle parti del campo Italia, quella che Paulinho usa con l’altro brasiliano del Sorrento, anche in partita. “Un giocatore super ed un amico vero. Durante le trattative mi chiamava ogni ora. Diceva che Sorrento era il meglio per me. Aveva ragione. Dalla serie A alla Lega pro? La categoria non conta. Ho umiltà perché devo dare il mio contributo in chiave salvezza”. Fra Livorno e Sorrento, due città di mare, non c’era solo la mediazione di Vanin. Ruotolo, tecnico labronico ed ex bandiera rossonera, ci ha messo del suo. “E’ vero – dice Paulinho -. Gennaro mi disse di non pensarci troppo. Qui ci ha vissuto e ci ha giocato vincendo due campionati di C2. Mi chiesi: perché non dargli retta? Un passaggio reso possibile dall’amicizia tra lui e il direttore Scala e i buoni uffici tra il patron Spinelli e il vicepresidente Ronzi. Il ds Ceravolo, dopo aver lasciato Livorno, disse che mi avrebbe portato ovunque: mi ha cercato appena andato ad Arezzo. Io però ho voluto il Sorrento”. Segno del destino che si sia sbloccato alla vigilia della trasferta di Arezzo? Fatto sta che con la Cremonese ha sfoderato tutti i colpi del repertorio. Un assist ed un gol: prima vittoria in campionato. “Non è solo merito mio. Abbiamo battuto la Cremonese insieme. Con lo spirito giusto possiamo dare fastidio a tutti. Speriamo bene”. Chiude così Paulinho. Simonelli, domenica, chiosò diversamente: “Speramm buon”. Prima o poi convergeranno…

SALVATORE DARE

Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

8 settembre ‘09

 
< Prec.   Pros. >
Ricerca
Ricerca personalizzata
Sponsor
CLASSIFICA
CLASSIFICA
Squadra Punti
TERNANA 48
TARANTO (-1) 47
PRO VERCELLI 40
CARPI 40
SORRENTO (-2) 38
BENEVENTO (-2) 35
COMO (-1) 31
AVELLINO 31
TRITIUM 30
FOGGIA (-1) 28
LUMEZZANE 28
PISA 27
REGGIANA (-2) 26
SPAL (-2) 20
MONZA 18
VIAREGGIO (-1) 15
FOLIGNO (-4) 12
PAVIA 10
GIORNATA
23° giornata 12 Febbraio
Taranto Carpi -
Spal Como -
Viareggio Foggia -
Pisa Lumezzane -
Foligno Pavia -
Avellino Pro Vercelli -
SORRENTO Reggiana -
Benevento Ternana -
Tritium Monza -
Syndication