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PAULINHO DRIBBLA TUTTI...
TRANNE IL DIALETTO:
"PRIMA I GOL, POI IL NAPOLETANO!"
Se al campo Italia uno dicesse Paulo Sergio Bettanin, ovvero quel che comanda l’anagrafe di Sao Domingos do Sul dal 20 gennaio 1986, non tutti capirebbero di chi si sta parlando. Un esempio? Un lunedì di fine luglio c’è il suo arrivo dal Livorno. “Abbiamo preso Bettanin” dice un tifoso rivolgendosi al consueto capannello di fedelissimi di stanza a via Califano. Sguardi interrogativi. “E chi è?” la risposta in coro. Ci siamo capiti… I brasiliani sono famosi per tante cose. La capacità di ritoccare nomi e cognomi è roba loro. Nella sua semplicità è un’arte e poco conta se qualcuno sostiene che sia una prassi derivata dall’alto tasso di analfabetismo.
Da quest’altra parte dell’Oceano atlantico è un’arte presa a prestito pure per glorificare qualcuno che brasiliano non lo è. Una cosa che capita nel calcio. Lui, per la verità, sa giocare a pallone e bene al di là del suffisso “inho”. A Sorrento nessuno se ne importa se in realtà Paulinho non è il suo “vero” nome. Lo chiamano tutti così. Anzi, lo chiamerebbero tutti così. Qualcuno non lo fa. Per qualcuno è “Paolino”. Niente a che vedere con Teocoli e l’imitazione di Cesare Maldini. Il qualcuno è un laureato in L ettere classiche che ha il piacere di stare appresso a moduli e tattiche da lustri. Uno che ha l’etichetta di professore. Il riferimento è chiaro. Vi immaginate se uno bollasse Simonelli con “professorinho”? Meglio evitarlo, proprio come lui stesso evita i brasilianismi. Per il prof è Paolino, un modo carino per coccolarsi il colpaccio del suo Sorrento. “Qualcuno me l’ha fatto notare – spiega Paulinho -, ma io bado solo a seguire le lezioni in campo del mister. Simonelli è bravissimo perché meticoloso e motivato. Poi stempera la tensione con ironia ma…”. Ma c’è un ma. Paulinho non capisce, ancora, il dialetto napoletano. Simonelli è tipo che dirige la squadra con grande carica. E quando l’attenzione cala partono le “cazziate”. “Vuje durmite! Scetammece!”: era la terza volta consecutiva che uno schema su corner andava male, il martedì dopo il 2-2 con l’Alessandria. Tutti fermi in silenzio. In una pausa, poi, Paulinho va dai compagni: “Che ha detto il mister?”. “Presto riuscirò a comprendere il dialetto – assicura il fantasista -, ma è un dettaglio. A Sorrento ci sto alla grande, pare che sia qui da anni. Nessuna distrazione però perché Simonelli chiede umiltà e spirito di sacrificio. Solo così si fa bene. La nostra forza morale è venuta fuori con la Cremonese. Ora non dobbiamo fermarci. C’è stato pure il bel gioco, ma va in secondo piano. Conta il gruppo, che è spettacolare. Vanin me l’aveva detto”. Sì, c’è un’altra lingua che tiene banco dalle parti del campo Italia, quella che Paulinho usa con l’altro brasiliano del Sorrento, anche in partita. “Un giocatore super ed un amico vero. Durante le trattative mi chiamava ogni ora. Diceva che Sorrento era il meglio pe r me. Aveva ragione. Dalla serie A alla Lega pro? La categoria non conta. Ho umiltà perché devo dare il mio contributo in chiave salvezza”. Fra Livorno e Sorrento, due città di mare, non c’era solo la mediazione di Vanin. Ruotolo, tecnico labronico ed ex bandiera rossonera, ci ha messo del suo. “E’ vero – dice Paulinho -. Gennaro mi disse di non pensarci troppo. Qui ci ha vissuto e ci ha giocato vincendo due campionati di C2. Mi chiesi: perché non dargli retta? Un passaggio reso possibile dall’amicizia tra lui e il direttore Scala e i buoni uffici tra il patron Spinelli e il vicepresidente Ronzi. Il ds Ceravolo, dopo aver lasciato Livorno, disse che mi avrebbe portato ovunque: mi ha cercato appena andato ad Arezzo. Io però ho voluto il Sorrento”. Segno del destino che si sia sbloccato alla vigilia della trasferta di Arezzo? Fatto sta che con la Cremonese ha sfoderato tutti i colpi del repertorio. Un assist ed un gol: prima vittoria in campionato. “Non è solo merito mio. Abbiamo battuto la Cremonese insieme. Con lo spirito giusto possiamo dare fastidio a tutti. Speriamo bene”. Chiude così Paulinho. Simonelli, domenica, chiosò diversamente: “Speramm buon”. Prima o poi convergeranno…
SALVATORE DARE
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8 settembre ‘09 |