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VANIN, QUANDO LA PORTA DIVENTA PICCOLA
"PRIMA O POI FACCIO GOL"
Ha un’altezza di quasi due metri e mezzo (2,44) ed una larghezza che supera i sette (7.32). A volte, però, diventa improvvisamente piccola. La porta marca il confine tra una gioia o una delusione, tra un gol o un errore. Paura o semplice sfortuna? Chi lo sa, ma per Ronaldo Vanin la questione è anche un’altra. Il corso delle cose ha voluto che non abbia ancora segnato il primo gol in rossonero. “Non ne parliamo proprio, forse ho qualche difetto di vista – scherza di gusto il carioca –. Non sono ancora riuscito a fare gol da quando sto al Sorrento (è alla seconda stagione, ndr) e me ne dispiace. Sia chiaro che non è un assillo, ma non nascondo che mi arrabbio quando non riesco a sfruttare le occasioni. Devo essere più cattivo sotto porta”. Tante volte ha avuto la palla buona. Un intervento miracoloso del portiere, un rimbalzo “strano”, un po’ di sufficienza: al momento giusto, c’è sempre stato l’intoppo. Potrebbe essere un tarlo per molti, ma per Vanin non lo è. Anzi. Un autentico pezzo di pane, benvoluto da tutti, beniamino dei tifosi. Non è un mistero che sia uno dei migliori esterni dell’intero panorama di Prima divisione.
Non è un mistero che Frosinone e Piacenza farebbero carte false per acquisirlo nel prossimo mercato. Il Sorrento, però, se lo tiene ben stretto. Sulla corsia di destra, è un jet che fa la differenza. E i compagni si divertono. Finora, ha già propiziato cinque gol. Mica poco. “Dare un contributo alla squadra con un assist è bello – ribatte Vanin – ma fa parte solo del mio lavoro. Mi piace mettere in condizione di segnare un compagno. Spero, però, che prima o poi arrivi il mio momento. Non fraintendete: voglio segnare per dare una mano al Sorrento sotto un’altra forma, quella realizzativa, e non perché voglio sconfiggere un piccolo tabù personale”. La vittoria col Gallipoli l’ha visto tra i protagonisti. Insomma, la solita prestazione brillante. “Se ci fosse stato l’autovelox, gli avrebbero ritirato la patente” ha sussurrato qualcuno in tribuna. Vero, perché di folate se ne sono viste parecchie. Riecco, però, spuntare la questione dei gol man cati. Sull’1-0, se n’è andato in campo aperto per due volte, presentandosi a tu per tu con Rossi. Risultato? Niente, appuntamento ancora rimandato. Alla fine, c’è stato un attimo di sconforto, cancellato subito dalla soddisfazione di aver battuto il Gallipoli vice-capolista. “Nella prima occasione – racconta l’esterno rossonero – mi sono ritrovato troppo vicino al portiere. Ho voluto incrociare il tiro, ma era tardi. Ripensandoci adesso, avrei dovuto calciare di punta. L’altra palla-gol? Ho avuto troppo tempo, ho pensato tanto, poi ho servito Biancone, sbagliando il passaggio. Un peccato”. Una persona da ammirare, importa poco se segna o no. Il compito di trafiggere i portieri avversari, in verità, spetta soprattutto a qualcun altro. Ma la domanda è d’obbligo: battere il Crotone con un gol di Vanin è possibile? “Magari, ma non sono ansioso – risponde -. Conta il gruppo, conta la squadra, conta il lavoro settimanale, conta il raggiungimento della salvezza. Se giochiamo a ritmi alti, possiamo fare buone prestazioni. Ora vogliamo dare continuità al successo col Gallipoli. Se poi col Crotone arrivassero tre punti ed un mio gol, sarebbe bello. Lo ripeto: non è un fissazione. Il Sorrento è la priorità, non il gol di Vanin”. Insomma, lo spirito giusto per meritarsi una soddisfazione.
SALVATORE DARE
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15 aprile ‘09 |