|

Speciale giovani
CUOMO, IL MADE IN SORRENTO CHE PIACE
“Essendo sorrentino doc, vestire la casacca rossonera rappresenta una gioia immensa. D’altronde, fin da quando ero bambino e tiravo i primi calci al pallone, il mio obiettivo è sempre stato quello di indossare la maglia con i colori della mia città”. Parole e musica di Federico Cuomo, centrocampista classe 1990 in forza alla formazione Berretti guidata da Catello di Somma, ma già in odore di prima squadra dopo le esperienze a contatto con i “grandi”. Federico, infatti, ha collezionato una presenza lo scorso anno in Coppa Italia (a Gallipoli contro la squadra salentina, dove giocò quasi settanta minuti, dando il “la”, tra l’altro, all’azione che portò al gol di Fragiello) a cui vanno ad aggiungersi le due convocazioni nella competizione tricolore di questa stagione, ma, soprattutto, il ritiro estivo svolto agli ordini di Simonelli: “E’ stata un’esperienza davvero emozionante – commenta –. All’inizio ero un po’ teso, quasi contratto, perché era la prima volta che affrontavo una situazione del genere; poi, con il tempo, mi sono sciolto, grazie soprattutto ai ragazzi della prima squadra. Mi sono stati vicino, dandomi consigli importanti, ricordandomi di giocare sempre con allegria e di ascoltare con attenzione quello che dice Simonelli. In particolare, uno di quelli che mi ha aiutato di più è stato Vanin. Durante il ritiro – incalza – sono rimasto affascinato da Strambelli, ha un talento eccezionale e con il piede che si ritrova può fare davvero di tutto”.
Così come il giovane barese, anche Federico è un mancino puro che ama giocare sulla fascia sinistra ma, all’occorrenza, può essere anche utilizzato sulla corsia opposta: “Destra o sinistra per me non fa differenza – spiega -. L’importante è che ho spazio davanti a me per puntare l’uomo e saltarlo, mettendo i miei compagni nelle migliori condizioni per realizzare. Io, infatti, non sono uno che vuole segnare a tutti i costi. Quest’anno, ad esempio, sono ancora a secc o, ma ho già piazzato quattro assist”. Parlando, invece, in generale del campionato finora disputato dalla formazione Berretti il Cuomo-pensiero è chiaro: “Siamo al quarto posto, ma possiamo e dobbiamo fare di più. Purtroppo alterniamo ottime prove casalinghe a partite disastrose in trasferta. C’è bisogno di maggiore cattiveria e convinzione, dobbiamo riuscire ad imporre il nostro gioco dovunque e contro chiunque”. Un pensiero va anche a chi, quando era fanciullo, gli ha inculcato la passione per il calcio: “Se sono arrivato fin qui, il merito è di mio padre (Giuseppe Cuomo, trequartista che vestì la casacca rossonera negli anni ’80 ndr), che ha sempre creduto in me”. Per concludere, si parla di futuro: “Adesso penso a concludere il mio ciclo di studi, poi di vedrà. Valuterò tutte le offerte chi mi arriveranno e se ci sarà la necessità di lasciare il Sorrento, seppur a malincuore, lo farò. D’altronde il mio sogno è quello di ascoltare quella famosa musichetta delle partite di Champions, magari accanto a Cristiano Ronaldo, che è il mio vero idolo. Di strada da percorrere, davanti a me, ce n’è quindi parecchia!”. Strada, possiamo aggiungere tranquillamente, che si presenta tortuosa ed intricata. Strada da percorrere sudando ad ogni singolo allenamento le proverbiali sette camice. Strada adatta ad uno come Federico!
MICHELE GARGIULO
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
18 dicembre ‘08 |