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Speciale giovani
IL "VIAREGGIO" LO VINCE IL...SORRENTO:
DI LEVA E IMMOBILE LUCCICANO IN FINALE
Antonino Di Leva e Ciro Immobile. Due giovani come tanti. Chi li r icorda quando, assieme, calcavano l’erbetta sintetica del Campo Italia con la casacca rossonera? Non tutti, certo, ma da ieri c’è un motivo in più per vantarsi del Sorrento e del suo vivaio. Finale del Torneo di Viareggio tra Juventus e Sampdoria: finisce 4-1 per i bianconeri. La doppietta che decide la gara porta la firma del bomber nativo di Torre Annunziata, Immobile. Il gol della bandiera per i blucerchiati, invece, lo marca (manco a dirlo) Di Leva con la specialità della casa: il classico calcio di punizione. Insomma, al Viareggio trionfa pure il Sorrento. Tre dei cinque gol della finale sono di marca…rossonera. Eh sì, Di Leva e Immobile, Immobile e Di Leva. Due giovanotti all’anticamera del calcio che conta, quello di serie A, che sono cresciuti a pane, pallone e Campo Italia. Una soddisfazione.
Di Di Leva l’abbiamo scritto chissà quante volte: è un amico, facciamo il tifo per lui da sempre e gli siamo vicini col cuore in ogni partita. E’ un sorrentino verace, classe 1991, con un sinistro f atato che già nella scuola calcio rossonera faceva sfracelli e strabuzzare gli occhi. Che avesse un destino importante lo si era capito fin da subito. Simpatici i retroscena che l’hanno portato a Genova, sponda Samp. Estate 2007: il Sorrento, promosso in C1, riceve tante chiamate per il proprio gioiellino. L’allora ds, Roberto Amodio, è alla ricerca di un portiere di spessore per la prima squadra, da piazzare al posto di Mennella partente in direzione Cassino. In mente, spunta l’idea Barasso, tesserato però col Genoa. I grifoni, nel frattempo, intavolano con Amodio una trattativa diversa, non per una cessione ma per un acquisto: vogliono assolutamente Di Leva. Il Sorrento propone lo scambio, che arriva quasi alla fumata bianca. Un lungo summit serale a fine giugno è pronto a sfociare alle firme. Lì, però, succede l’imprevisto: interviene l’acerrima rivale di sempre, la Samp. Il numero uno blucerchiato, Riccardo Garrone, e il dg Beppe Marotta, contattano il Sorrento e acquistano Di Leva, soffiandolo all’intera concorrenza. I dietro le quinte, però, sono di quelli succulenti: nel bel mezzo della trattativa tra rossoneri e grifoni interviene Gianluigi Aponte, patron del main sponsor del Sorrento, Msc. Garrone, in buoni rapporti con l’armatore, gli chiede di spendere una buona parola coi presidenti del Sorrento. L’obiettivo è di dirottare Di Leva in blucerchiato. Detto, fatto ( comproprietà). Tonino comincia bene l’avventura alla Samp (nelle fila degli allievi) ma, il 25 novembre contro l’Alessandria, il ginocchio fa crack. Lungo stop, paura, tensione. Lui, però, è un ragazzo semplice e duro: recupera con entusiasmo tant’è che la Juventus lo corteggia mentre Marotta riesce ad accaparrarsi l’intero cartellino. Il 20 luglio 2008, parte in ritiro con la Primavera di Pea (secondo di Gigi Simoni al Napoli e all’Inter). Poco dopo, ecco il primo trionfo: Di Leva e la Sampdoria vincono ai rigori la Supercoppa Primavera Tim. Entra al 66’, in chiusura dei regolamentari coglie pure un palo dalla distanza ma sigla il secondo penalty della serie: bene così. Il bello, però, deve ancora venire. Comincia ad aggregarsi anche alla prima squadra, prende parte a qualche rifinitura e stringe un rapporto d’amicizia con la stella della Samp: Antonio Cassano. Spesso, vanno assieme all’allenamento, a bordo di una jeep inconfondibile. “Una volta – raccontò mesi fa –, Cassano mi diede un passaggio. Un tifoso ci fermò, chiedendogli la maglia. Lui, senza scomporsi, gli rispose domandandogli se volesse il maglione oppure la maglietta intima…un grande”. Il top può arrivare al torneo giovanile più importante del mondo: la Coppa Carnevale di Viareggio. La sua Samp è tra le favorite: contro il Rimini, nelle eliminatorie del girone 4, si vince per 2-1. Il gol dell’1-0 è suo, una chicca su punizione. I giornali di Genova non esitano a rimarcare la prodezza. “Un piedino fatato da serie A” scrivono. Pian piano, quasi per incanto, arriva la finale, persa poi contro la Juventus di Immobile. Di Leva entra solo nella ripresa, forse per un’incomprensione con Pea nelle ultime ore. Fatto sta, che la Samp si ferma ad un osso duro. I bianconeri hanno in I mmobile la propria punta di diamante. Ciro è un carro armato, un centravanti vecchia maniera dal fisico da torello e dai piedi gentili. Biondo, tecnicamente molto “costruito”. E’ un figlio di Torre Annunziata, di qualche mese più grande di Di Leva, classe 1990 (con cui non ha giocato nella stessa selezione). Al Sorrento è legata la fase decisiva della sua carriera. Viene preso a cuore subito dal presidente Antonino Castellano e dal supervisore del settore giovanile, Guglielmo Ricciardi. Si nota a tatto che ha talento. Un talento grezzo, che va limato con calma, pazienza e tanto, tanto lavoro. Nelle fila degli Allievi, segna gol in quantità industriali. Renato Cioffi, uno che a Sorrento le scommesse le ha vinte sul campo portando un gruppo di promesse dalla D alla C1, lo convoca spesso facendolo debuttare, al fianco di una bandiera come Giu lio Russo, nella finale della Supercoppa di C col Legnano. Finisce 1-0, segna proprio Giulio ed il primo ad andarlo ad abbracciare, guarda caso, è Ciro Immobile. Viene prelevato dalla Juventus qualche settimana dopo, sotto la sapiente regia di Ciro Ferrara divenuto responsabile del settore giovanile bianconero. Qualcuno, sussurra che in quel negoziato, Castellano chiese in cambio il prestito della “mosca atomica”: Sebastian Giovinco. Fatto sta, Immobile si trasferisce a Torino assieme al portiere Fiory, lanciato dal Sorrento senza, però, poi trovare gran successo. Il bomber torrese riscuote molti consensi. L’esplosione vera e propria, però, c’è quest’anno quando con Daud al suo fianco, è il punto di riferimento dell’attacco della Primavera bianconera guidata da Maddaloni. In campionato fa gol a grappoli, al Viareggio pure. Nel mezzo, c’è la bella storia di un esordio in serie A appena mancato. La Juventus gioca in trasferta all’Atleti Azzurri d’Italia contro l’Atalanta. Ranieri si porta Immobile in panca e lo fa riscaldare per l’intera ripresa. Il primo ballo in massima serie, però, non è ancora servito. Ma siamo pronti a scommetterci. Per lui, ed anche per l’amico Di Leva, è questione di mesi. Speriamo di giorni. Forza ragazzi!
SALVATORE DARE
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24 febbraio ‘09 |