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Non è finita, ma quasi. Nella domenica in cui si concretizzano regali, vedi il vantaggio di Artistico, il Sorrento fa spallucce e non coglie al volo l’occasione dell’anno. Un ennesimo pari casalingo, un ennesimo pari in rimonta. Con una vittoria, che definirla alla portata è un inutile utilizzo eufemistico, sarebbe stato -2, a tre gare dalla fine. Un punto, sulle contendenti, è stato guadagnato ma i “rumours”, le espressioni facciali ed i commenti sanno tanto di resa. No, non deve essere così.
Il pubblico l’ha capito e l’applauso scrosciante al triplice fischio di Pizzi testimonia come, il tanto bistrattato afflusso del Campo Italia, sia maturo. Un applauso che vuole significare il laconico “Grazie, ma solo per ora” conscio che, la salvezza, da queste parti sta più che bene. Non è presto per tirare le somme, ma la stagione non è finita. La missione da perseguire a stretto giro è quella di andare a fare una gara sbarazzina all’Adriatico, con mente sgombra e piedi caldi. Che si tenti il tutto per tutto, con la stessa mente di chi non ha nulla da perdere. Tanto, a quota 43 chi ci prende?
Le note positive si devono cogliere, anche perché da new entry della terze serie, in fondo, il Sorrento non ha demeritato. Ci vuole pazienza, ma finalmente è giunto il tempo delle scelte. Un po’ per tutti, con l’auspicio che si parli chiaro e si facciano scelte…sentimentalmente avverse. Al cuor non si comanda, ma il cuore, nel calcio, non ha mai aiutato nessuno nelle…scelte di campo. Parlare di repulisti è troppo, ma una gestione diversa, di stampo diverso, è almeno auspicabile. Il canto del cigno, di senatori e deputati, è giunto. Spazio ad una nuova classe. A partire da gente giovane come Maiorano, Maury, Radi, Ripa, Vanin, Fragiello, D'Isanto e Pezzella che, non solo a suon di pagelle, ha dimostrato di valere la C1. Ad altri, l'ingrato compito di alzare od abbassare il pollice. Che i "cocchi" non ci siano. I ringraziamenti per un biennio felicissimo hanno terminato di essere ripagati con gettoni, soprattutto di presenze.
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